15 novembre 2004 —
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Provincia
SAN BIAGIO. Jessica, la moglie di Roger Rabbit, tutta curve e sex appeal lo diceva a tutti: «Io non sono come appaio è che mi disegnano così». Melita, 18 anni, un fisico perfetto, due occhi penetranti, potrebbe dire, anzi dice, quasi la stessa cosa: «Io sono una ragazza normale, mi chiedono di fare delle fotografie e le faccio ma non sono così o meglio non sono solo quella Melita...». Due calendari allattivo, testimonial di una grossa azienda di calzature, un sito internet (www.melitatoniolo.com) con decine e decine di visitatori, un fan club e centinaia di e-mail di ammiratori che le scrivono stregati da quelle foto che «mettono ko». Ma Melita Toniolo non fa parte del popolo delle Veline, non è la ragazzina del film «Ricordati di me» che per sfondare fa di tutto, è una bellezza «razza Piave»: si sveglia alle 6 e va in pullman alla scuola di Oderzo poi torna a casa verso le tre del pomeriggio e la sera va ad aiutare la sorella in un pub di Silea. Nei calendari cè una Melita, fuori dai set fotografici ce nè unaltra. A diciottanni, comunque, ha le idee chiare: il suo sogno è andare a Roma allAccademia italiana per fotomodelle. Ma non si illude e siccome sa che nella vita non è facile fare «bingo», nel castello dei suoi sogni aggiunge qualcosa di più vicino alla realtà: aprire un locale tutto suo. Le foto del suo ultimo calendario le ha fatte a Sharm el Sheik: dodici mesi da far girar la testa e immagini che mostrano una Melita che, almeno sul calendario, non sfigura vicino a stelle che con i calendari hanno costruito un business. Ma lei non si esalta ed anzi, a sorpresa, confessa: «Sono un po pentita del calendario, non dico che non mi piace ma cè troppo nudo». E garantisce che prima di tornare a posare nuda passerà del tempo.
«Un fotografo mi ha già contattato per delle altre foto di quel genere - spiega Melita - ma ho detto no». Eppure cè chi la vorrebbe anche in versione hard.
«Tempo fa - ricorda Melita - ho ricevuto le-mail di un produttore di film a luci rosse che mi ha proposto di girare un porno: mi avrebbe dato 25 mila euro per quattro giorni, oppure 15 mila per due giorni di riprese. Ovviamente ho detto no». La sua sfida adesso è unaltra: «Voglio fare un calendario insieme ai ragazzi handicappati, voglio dimostrare che so fare anche altro».
Melita, insomma, non vuole buttarsi via. Ma conosce bene anche i suoi limiti. «Mi avevano proposto di fare da valletta al processo di Biscardi - confida - ma ho rifiutato, diciamo che mi è mancato il coraggio pensavo di non essere allaltezza, io non ho mai fatto tivù. E piuttosto di fare brutte figure io preferisco tirarmi indietro». Foto, calendari, concorsi (è anche in finale a Miss Alpe Adria), proposte (più o meno decenti) Melita riempie così la sua giornata dopo le ore passate a scuola. E non sempre, per gli altri, è facile separare le sue due personalità. «Nei miei confronti ci sono molti pregiudizi, i rapporti con i compagni di scuola in qualche caso si sono deteriorati, cè molta invidia soprattutto da parte delle compagne che pensano che io sia diversa, che mi dia delle arie e invece io sono sempre la stessa» si sfoga Melita. E anche fuori, in mezzo alla gente cè chi guarda questa ragazza con occhi diversi: «Su di me vedo sguardi fissi ma non sento parole».
Melita confessa di essere single da poco e dice «felice di esserlo».
Ha 18 anni ma è una ragazza con un carattere e una forte determinazione. «I miei coetanei mi criticano? Ma vengano a vedere cosa faccio - evidenzia - Io vado a scuola e lavoro, lavoro anche nei giorni di festa e poi campagne pubblicitarie, uscite in discoteca. I giovani di oggi io li considero immaturi, sono attaccati alla famiglia per comodità, per convenienza. Io invece appena terminerò le scuole andrò fuori di casa, non ho nulla contro i miei genitori ma voglio mettermi alla prova, vedere quanto valgo da sola».
Ama la Spagna, un amore che le trasmette il suo nome e che le fa rispondere, ad un ammiratore che nel forum le chiede spiegazioni, che dentro di lei batte un cuore spagnolo.
E le paure? A 18 anni che paure si hanno? «Il futuro mi entusiasma ma mi preoccupa nello stesso tempo - dice Melita - Finita la scuola ho paura di cadere, di ritrovarmi sola, di non riuscire a fare quello che sogno. Ho paura che questo momento finisca troppo presto. So comunque che finirà ed è probabilmente per questo che mi sto attrezzando». E lei, infatti, continua a lavorare nel pub della sorella, Pamela. «In birreria sono veramente io, tra la gente mi sento bene ed è la stessa sensazione che vorrei dare ai compagni di scuola che, invece, non capiscono» rincara. Ma per raggiungere un obiettivo Melita sarebbe disposta a fare un patto con il diavolo? «Diciamo che lo ascolterei, ascolterei la sua proposta perchè mi incuriosisce ogni tipo di provocazione - risponde sicura - Ma ad ogni proposta risponderei sempre no». Dunque, nessun patto per diventare fotomodella o per andare in tivù. «La tivù è cambiata molto e non nego che mi piacerebbe farla - sottolinea Melita - Ma non so far nulla e non posso pretendere nulla». Ma a Melita piace Melita? «Mi piacerebbe essere più forte, più coraggiosa, più decisa - confida - Esteticamente vorrei essere più alta e un po più magra ma sono felice di essere mora, io non ho un bel rapporto con le bionde». A diciottanni hai fatto molte cose, le rifaresti tutte? «Sicuramente - risponde - magari ne farei di più». E se arrivasse unaltra e mail del produttore di film porno? «Io non sono in vendita, se non riusciscirò a fare la fotomodella vorrà dire che farò altre cose, anche la cameriera come sto facendo adesso al pub. E sempre con allegria».
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Domenico Basso