De Poli si riprende il Monte di pietà

Il Monte di Pietà torna a Fondazione Cassamarca. La trattativa con Unicredit è a buon punto, c'è chi assicura che la firma del contratto sia imminente, sulla base di 10 milioni di euro. Il complesso del Monte, un autentico scrigno di storia, memoria e arte trevigiana torna all'antico proprietario, che lo scambiò poco più di 10 anni fa con Unicredit nel momento della scissione. Allora Ca' Spineda, sede della banca, divenne sede della Fondazione, mentre Unicredit si insediò dietro la piazza.
L'operazione, condotta da Dino De Poli in queste ultime settimane, avrebbe motivazioni strettamente affettive e trevigiane. Il presidente di Fondazione vuole riportare alla città, a un proprietario trevigiano, quello che considera uno dei gioielli di Treviso. L'ottimismo per la trattativa trapela anche nella nota diffusa ieri da Ca' Spineda, dove l'intero complesso che abbraccia la piazzetta viene definito «di prossima acquisizione» dal supergruppo bancario. E' la divisione Real Estate di Unicredit a gestire il patrimonio immobiliare.
E c'è un altro risvolto, in questa operazione, che riguarda la pizzeria Da Pino, che occupa parte del complesso, estattamente quella retrostante che si affaccia sulla piazzetta. Sfrattata da Unicredit, proprietaria dell'immobile, la pizzeria aveva avviato una trattativa a sua volta con Unicredit per cercare di rinviare lo sfratto - minacciato già entro la fine del 2004 - o per un acquisto. A questo punto, Pino Giordano, titolare della centralissima pizzeria, rischia di cambiare presto interlocutore. Acquisterà la parte del suo locale da Fondazione, una volta perfezionato l'altro passaggio di proprietà da Unicredit a Ca' Spineda? In questo caso, si parla di un prezzo vicino al milione di euro. O raggiungerà un accordo, da inquilino, con Fondazione?
I segnali della possibile intesa ci sono tutti. «Prendo atto della notizia e confido di trovare con Fondazione un'intesa soddisfacente per il mio cliente» dice l'avvocato Perissinotto, legale di fiducia di Giordano.
Il complesso del Monte di Pietà è costituito da due corpi edificati rispettivamente nel XV e nel XVIII secolo: la sua costruzione fu avviata nel 1496 dal vescovo Nicolò Franco. L'avvio del monte di Pietà fu favorito dalle organizzazioni dei lavoratori, le scuole di arti e mestieri, come strumento di dinamismo economico. Due ampilamenti nel Cinquecento, nel 1527 e poi nel 1561, fecero inglobare spazi delle chiese di Santa lucia e San Vito.
Di fatto è uno specchio di storia cittadina che affonda le sue radici nel Medioevo e arriva alla fine del millennio attraverso i secoli.
Tra i gioielli, certamente la straordinaria saletta dei Rettori, tutta in cuoio intarsiato, uno dei capolavori del Cinquecento, che ospita fra l'altro un affresco del Fiumicelli, raffigurante la moltiplicazione del pane e dei pesci; e la serie dei due teleri di Ludovico Teoput, detto il Pozzoserrato; un olio, la «Deposizione» attribuita a Giorgione, poi al Pordenone e recentemente a Florigerio; «La morte della vergine» di Girolamo da Treviso.