Cani, il Comune bocciato tre volte

I cani potranno continuare ad accompagnare i loro padroni in centro storico. Il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi del Comune per ripristinare il divieto dopo la sospensione disposta dal Tar veneto. L'ordinanza anti-cani firmata dal sindaco Gobbo e dal comandate dei vigili Salmaso, resta congelata. Esultano le associazioni animaliste che contro l'odiato provvedimento avevano presentato ricorso al Tar. Ora la palla passa di nuovo al Tar per la sentenza definitiva.
Il Comune incassa la seconda sconfitta, dopo la prima bocciatura (a fine luglio) della sospensiva del Tar, che aveva giudicato il provvedimento spropositato, non rispettoso dei regolamenti comunali e limitante le libertà personali. La sconfitta è ancora per tre a zero. Il Consiglio di Stato ha respinto infatti tutti e tre i ricorsi presentati dal Comune contro altrettante ordinanze di sospensione del Tar. Il Tribunale amministrativo aveva accolto tre ricorsi presentati rispettivamente da una residente in via Martiri della Libertà patrocinato dall'avvocato Grosso, dall'avvocato Guido Piccione e da quattro cittadini (Anna Montagner, Nadia Masutti, Anna Mirra e Sergio Costanzo Bosonieri) seguiti da un pool di legali guidati dall'avvocato Fabio Capraro. Un quarto ricorso al Tar delle associazioni animaliste Lac, Lav ed Enpa, lasciato sospeso dal Tar in attesa dell'ordinanza del Consiglio di Stato, risulta ora superato. L'udienza, tenutasi ieri pomeriggio a Roma, ha dato spazio a un breve ma acceso dibattito: da una parte l'avvocato Luigi Garofalo incaricato dal Comune e dall'altra gli avvocati Fabio Capraro, Vincenzo Grosso, Guido Piccione. Presenti all'udienza anche una rappresentanza di cittadini. I legali del Comune hanno cercato di dimostrare la legittimità dell'ordinanza firmata il 29 giugno scorso. A sostegno del provvedimento del Comune, nel ricorso si leggeva «la determinazione di ciò che è adeguato e proporzionato al conseguimento dell'interesse pubblico spetta all'amministrazione», e poi «il sindaco ha esercitato altri e peculiari poteri in tema di igiene pubblica, circolazione sulle strade e decoro cittadino». Tra le affermazioni degne di nota: «E' sotto gli occhi di tutti coloro che frequentano Treviso, che le vie e le piazze del centro troppo spesso sono segnate da deiezioni canine...e costituisce dato comune di esperienza che queste sono potenziali veicoli di morbi per l'uomo». Alla notizia dell'esito favorevole, l'avvocato Capraro frena l'entusiasmo e eattende di leggere l'ordinanza. «Quello che è stato scritto nel ricorso è inconcepibile - dichiara - Treviso non è una città sporca, la gente si comporta bene». L'ordinanza, fortemente voluta dal vicesindaco Gentilini per evitare che le colonne dei porticati fossero corrose dalla pipi dei cani, resta dunque inapplicata. Sulla decisione del Consiglio di Stato il sindaco Gian Paolo Gobbo sceglie il «no comment», liquidando la questione con un «non c'è niente da dire». Esultano le associazioni animaliste e i cittadini che contro quell'ordinanza avevano sollevato la protesta popolare con una manifestazione plateale il 10 luglio scorso. «Hanno vinto i trevigiani - commenta Nadia Masutti della Lav - il ricorso era basato su una vergognosa descrizione dei trevigiani, come fossero sporcaccioni. Per noi animalisti è un trionfo. Festeggeremo il 24 ottobre alla Festa di Sant'Artemio». e stamane alle 12 sotto la loggia dei Trecento secondo bau-spritz.