Fabbrica ferma per l'addio a De Polo


CONEGLIANO. Ha destato molta commozione la scomparsa prematura di Giuliano De Polo, presidente del Gruppo San Benedetto di Scorzè. Nato a Tarzo 61 anni fa, Giuliano De Polo si era sposato con Gabriella Zoppas. Nei primi anni Settanta è divenuto presidente ed amministratore delegato del gruppo di Scorzè. I funerali si tengono oggi pomeriggio nel duomo di Conegliano alle ore 16. Per permettere alle maestranze di partecipare alla cerimonia funebre, la San Benedetto oggi sospenderà il turno pomeridiano.
Sarà come previsto molto nutrita la partecipazione dei dipendenti dello stabilimento San Benedetto di Scorzè ai funerali del loro presidente. Le numerosissime richieste di partecipazione alla cerimonia funebre hanno spinto i dirigenti dell'azienda ad annullare l'intero turno pomeridiano, quello dalle 14 alle 22, per consentire ai lavoratori di tributare l'omaggio al presidente. La scomparsa di De Polo potrebbe dunque aprire scenari nuovi anche nel rapporto tra azienda e lavoratori, soprattutto sulla questione del nuovo stabilimento di Padernello. Renzo Pellizzon, delegato della Cgil, esprime «forti preoccupazioni, perché un altro Giuliano De Polo non c'è, chiunque sia il suo successore.
La scadenza di settembre subirà al massimo lievi slittamenti, ma per la realizzazione del settore produzione a Padernello, prevista dal presidente, sarà tutto da vedere, visto l'ingente investimento richiesto, che senza la sua figura sarà difficile ottenere». Sulla stessa linea Massimo Pantano, anch'egli delegato sindacale, che sottolinea come «non ci saranno conseguenze nel breve periodo, ma ce ne potranno essere nel medio, anche perché l'apertura del settore produzione a Padernello era un'idea soprattutto sua, e potrebbe anche non essere seguita». Di opinione diversa il direttore del personale Franco Favaro, che sottolinea che «non c'è preoccupazione per il futuro, perché l'azienda è molto solida e ritengo impensabile che non riesca a mantenere quelle risorse di coinvolgimento di tutti i lavoratori che rappresentavano, secondo la politica di De Polo, la sua grande forza». «Conoscevo molto bene De Polo - dice il sindaco di Conegliano, Floriano Zambon -. Ne ho apprezzato le qualità umane ed imprenditoriali. Oltre al suo impegno professionale in ambito nazionale ed internazionale, amava anche trascorrere del tempo nella sua città, Conegliano, dove risiedeva. Con l'impegno che ha profuso insieme alla famiglia Zoppas è stato notevole, dagli anni Settanta, facendola diventare una realtà leader a livello nazionale e mondiale. De Polo è una figura che va ricordata non solo a livello imprenditoriale. Era un uomo dotato di grandissima disponibilità: incline anche alle piccole problematiche inerenti la realtà cittadina. A volte, mi è capitato di dovergli parlare, non solo di argomenti inerenti alla sua professione. Come concittadino aveva doti di disponibilità, d'apertura d'animo ed elevata anche sotto il profilo umano. Non è facile ritrovare persone di questo genere, pur rimanendo grandi anche sotto il profilo professionale. Era una persona che frequentava l'ambiente cittadino, con grande modestia, che trovavi in pasticceria la mattina a prendersi il cappuccino. In sostanza, un uomo che ho apprezzato molto». In rappresentanza dell'amministrazione comunale, ai funerali ci sarà l'assessore Enzo Perin.
«Mi dispiace non poter essere presente - conclude Zambon, ancora in convalescenza - ma ci sarò moralmente». De Polo, aveva vissuto anche a Mansuè, dove tutto il paese lo ricorda ancor oggi. Il sindaco Giuseppe Vizzotto era amico d'infanzia con Giuliano. «Assomigliava alla madre - ricorda Vizzotto - ed aveva un carattere fermo e molta volontà».
(Andrea Renesto) (Alessandro Viezzer)

Alessandro Viezzer