E' morto il «Re» della San Benedetto


CONEGLIANO. L'ultima riunione di lavoro l'aveva fatta in ospedale venerdi pomeriggio, quando già stava male. E' morto a 61 anni nella notte di sabato il manager Giuliano De Polo, presidente da 34 anni dell'Acqua San Benedetto, azienda leader del settore con sede a Scorzè.
L'imprenditore era ricoverato nell'ospedale di Conegliano da qualche giorno, per un male incurabile che l'aveva colpito circa un anno fa. Appena due giorni prima De Polo aveva ottenuto l'ok dalla commissione tecnica regionale sull'indagine propedeutica per la contestatissima concessione mineraria della San Benedetto a Paese, proprio mentre un gruppo di manifestanti protestava a Venezia, contro i «vampiri» dell'acqua. Sono stati i familiari ad informarlo di questo ultimo successo, del via libera della Regione, quando era già in ospedale.
E' stata l'ultima battaglia per la sua azienda. Il manager si è aggravato sabato ed è spirato nella notte. Nativo di Tarzo, per un breve periodo Giuliano De Polo aveva vissuto a Mansuè, poi si era trasferito a Conegliano, dove nel 1970 aveva sposato Gabriella «Lella» Zoppas, esponente della dinasty coneglianese, figlia del commendator Augusto e cugina di Enrico, ad della San Benedetto. Dall'unione sono nati tre figli, Laura, Sara, e Antonio. All'inizio degli anni '70 De Polo è diventato presidente e amministratore delegato dell'Acqua San Benedetto di Scorzè. Ha preso per mano un'azienda con diverse difficoltà finanziarie conquistando in pochi anni il pareggio di bilancio e avviando poi una continua espansione sul mercato nazionale e internazionale, con fusioni e assorbimenti di altri colossi dell'acqua, fino ai contratti con Pepsi Cola e Schweppes, e allo storico accordo del 2002 con cui l'azienda ha ottenuto dalla Abl (Atlantic Beverages Limited) il contratto per la produzione e il confezionamento di prodotti Coca Cola nel mercato europeo. Giuliano De Polo è stato il protagonista di questa sofferta ascesa che in qualche caso - vedi la concessione mineraria di Paese - ha creato una netta contrapposizione tra azienda e residenti. In questi giorni, sul «caso Paese» si è animato un vivace dibattito politico a livello regionale. De Polo, consigliere di Gianfranco Zoppas, ha avuto un ruolo anche nelle vicende del Gruppo Zoppas Industries. «Era molto dispiaciuto - spiega la figlia Sara - per la crisi di questo periodo e i licenziamenti». Attaccatissimo al lavoro e alla famiglia, con cui viveva in via Calissoni, il manager non amava né i riflettori né la vita mondana o le occasioni ufficiali. Rifiutava sistematicamente gli inviti dei circoli esclusivi per una passeggiata in campagna e una partita a carte con gli amici. Diffidava della politica. «Ci diceva che se un politico dà qualcosa - raccontano i figli - è perché si aspetta qualcos'altro in cambio. Un insegnamento che abbiamo fanno nostro». «Mio padre è stato un punto di riferimento per noi tutti - continua la figlia Sara - una persona straordinaria. Non fosse stato per mia mamma, che ogni tanto lo convinceva a riposarsi, si sarebbe alzato sempre alle quattro del mattino. Era molto stimato dai suoi operai, con cui aveva un rapporto invidiabile. Venerdi stava per morire ma ha chiesto di essere lasciato in pace per una riunione di lavoro».
I funerali dell'imprenditore si terranno domani, martedi 10 agosto, alle 16 in Duomo a Conegliano. Numerosi i messaggi di cordoglio giunti alla famiglia dai tanti amici e collaboratori, nonché dalle autorità locali e dai partners commerciali.

Franco Allegranzi