Cani vietati, l'ordinanza già scricchiola

TREVISO. L'ordinanza che vieta il centro storico ai cani sembra traballare. La sua legittimità, contestata da associazioni e cittadini, preoccupa anche gli stessi uffici comunali. Ieri per tutto il giorno, a Ca' Sugana e dintorni, si sono inseguite voci che lasciavano intuire l'intenzione di modificare il provvedimento, malgrado la ferma opposizione del suo sponsor, Gentilini. Gli assessori sulla questione per ora glissano, mentre la polizia municipale non mostra grande entusiasmo a far applicare (da sabato) il divieto e rimanda tutto al momento in cui verranno affissi i cartelli dall'ufficio infrastrutture. Quando? Sembra che il dirigente non abbia ancora dato direttive in merito all'ufficio infrastrutture. Mentre la macchina amministrativa tentenna, vola invece la protesta dei cittadini.
È iniziata, ieri, da porta S. Tomaso, ai margini del mercato, la rivolta dei trevigiani, in una mattina di sole, con un vento leggero che fa volare i volantini dai tavoli. A decine si fermano a firmare, alcuni escono di casa apposta con il cane e tutto il parentado. Tutti promettono di esserci, sabato alle 17.30, per marciare con i propri cani verso la «zona rossa». Saranno tutti muniti di paletta e sacchetto per mostrare che i maleducati, quelli che imbrattano le strade, son pochi.
Promette di essere presente anche Oliviero Toscani: «Verrò con i miei dieci cani- dichiara al telefono con ironia- è ora che i trevigiani si sveglino». Ci sarà rischio di multe? Dipende dal tempismo del Comune nell'installare i cartelli di divieto. La Lac invita comunque a non resistere e a dare le generalità se richieste dai vigili. «Meglio una multa che una denuncia penale» avverte Andrea Zanoni. Nadia Masutti della Lav consiglia di far perder più tempo possibile all'agente.
Ieri mattina il tavolo promosso dal coordinamento Lav, Lac, Una, Enpa e «cittadini per la difesa della libertà di circolazione», è stato meta di un pellegrinaggio da tutta la periferia. La petizione ha riscosso grande successo anche negli studi dei veterinari, nei negozi. Alla Croce Azzurra di via Manzoni c'era chi entrava solo per firmare. Assalto all'elenco anche al centro commerciale «Il Tiziano» a Olmi ieri pomeriggio. «E' un via vai continuo - commenta Mirella di Croce Azzurra- entra gente mai vista solo per firmare, per affermare un diritto democratico».
È la ribellione della città allo stile Gentilini? Questo si augura Oliviero Toscani che già negli anni scorsi, quando era direttore di Fabrica e pubblicitario di Benetton, aveva espresso critiche feroci allo sceriffo Gentilini: «Ama porre divieti - commenta Toscani- quindi bisogna stargli lontani. Fa parte della schiera di quelli che o fanno divieti oppure vanno dallo psicanalista. E' ora che i trevigiani si tolgano il guinzaglio e la museruola e comincino ad abbaiare. Basta votare Gentilini».
I trevigiani intanto si accalcano ai banchetti che proseguiranno al mercato martedi e sabato prossimi. Lunedi e mercoledi sera (dalle 19) gli attivisti saranno presenti con un gazebo anche in piazza Battistero. Si sta pensando, in preparazione della manifestazione di sabato, a una assemblea pubblica di informazione. «Abbiamo organizzato tutto in pochi giorni - spiega Nadia Masutti della Lav - siamo stupiti da questa risposta cosi vasta, senza distinzioni politiche e sociali». Tra i firmatari della petizione c'è anche il segretario di Alleanza Nazionale Carlo Manfrenuzzi. Lucio Favaretto, pubblicitario, usa parole di fuoco: «Ho girato tutto il mondo ma non ho mi sono mai trovato di fronte a situazioni assurde come qui a Treviso - dice- il problema è che Gentilini non riesce a rinunciare al suo protagonismo. Ma questa volta ha esagerato, non c'è nessun elettore di centro destra che concordi con le sue dichiarazioni». Più di qualcuno si ferma a commentare il manifesto che annuncia la marcia «Cacagnara». Guardano Gentilini con pollice alzato e stella da sceriffo e il cane che lo invoca con sguardo implorante: «Morsegheo (mordilo)» dice un anziano con tono scherzoso. «Qui si manca di tolleranza verso gli animali - commenta Mila Caramel - non solo i cani, ma anche le anatre lasciate a se stesse lungo i canali». Non manca chi è d'accordo con il vicesindaco. Catia Feltrin, moglie del direttore commerciale di De Longhi: «È a causa della maleducazione diffusa - dice- molti non rispettano le regole. È su questo che si dovrebbero concentrare i controlli».