«Sono un sacchiano convinto»


di Silvano Focarelli
Seduto tra Lodovico Cima, l'amministratore delegato, e Carlo Osti, il diesse, ieri nel microcosmo biancoceleste si è materializzato Giancarlo D'Astoli, 51 anni, calabrese di Cosenza. Ha firmato un contratto annuale e si spera finalmente che sia lui ad invertire il trend dell'ultimo lustro, visto che Treviso ormai cambia allenatore più spesso di Gaucci: che facciano benissimo (Bellotto, Ammazzalorso, Giampaolo) o male (Gustinetti, Viscidi e Orrico) o malissimo (Sandreani) più di una stagione, o meno, non durano.
D'Astoli arriva dal Lumezzane e non era mai stato in B: è perciò l'occasione della sua carriera, dipanatasi sempre al nord: Centese, Virescit, Brescello, Fiorenzuola, Spal, Lumezzane con una promozione in C/2 (Brescello, 1994) e due esoneri (Centese, 1991, Fiorenzuola, 1995): in totale ha un record dal 1994 ad oggi di 124 vittorie, 123 pareggi e 100 sconfitte e tendenzialmente le sue squadre fanno più punti all'andata che al ritorno. «Ringrazio il Treviso per l'opportunità che mi ha offerto, riconosco di non essere un debuttante giovanissimo, ma ho una gran voglia di iniziare, convinto di avere le basi per fare bene». Lei è stato coinvolto nel parapiglia di Cesena-Lumezzane, dove il suo collega, Castori, s'è beccato tre anni di squalifica: a lei hanno dato tre turni. «Si, ma per fatti non propriamente attinenti quella rissa, io, in quel momento, non ero in campo. Comunque, ho già fatto ricorso». Che idee tattiche ha da proporre? «Un 4-3-3 che può diventare un 4-5-1, ma in materia non possiedo convinzioni incrollabili, diciamo che modello il modulo a seconda delle caratteristiche tecniche dei giocatori: in quindici anni in cui ho allenato senza interruzioni, ho cambiato abbastanza spesso, e non è detto che non conservi il 4-4-2 con cui il Treviso ha giocato finora. Tatticamente sono un zonista convinto, la mia fonte d'ispirazione è il Sacchi prima maniera, quello di Parma e inizio Milan. Discendo dalla sua stirpe, poi, piano piano, ho cercato di metterci del mio, tentando sempre di trovare le soluzioni giuste». Sulla sua nuova squadra? «Conosco già gran parte dei titolari, farò molto affidamento su Gallo, capace di dettare bene i tempi, un elemento adatto al mio modo di giocare». Che obiettivo si pone? «Io non sono mai partito con un obiettivo di minima, ho sempre cercato di puntare in alto, e sono convinto che si potrà fare anche stavolta. Diciamo che mi ritengo molto ambizioso, cioè non punto alla semplice salvezza, vedrò di convincere la squadra a lottare per qualcosa di più pregiato: adesso che ho raggiunto la B non vorrei fermarmi qui. Con Carlo Osti ho già iniziato a parlare di mercato, vedremo ci resta e chi parte, intanto cercherò, anche con delle cassette, di conoscere meglio l'organico. Credo che faremo una rosa di 22-23 unità integrata da qualche giovane interessante». Fu proprio il Treviso a soffiarle la promozione nel 1998... «Ci mangiammo il campionato per 3-4 rigori sbagliati, ma quel Treviso era sicuramente una buona squadra e con maggiore esperienza di noi». E' sempre stato in piccole realtà di provincia e ha quasi sempre raccolto buoni risultati. «Spero di che sia cosi anche qui, vorrei che il Treviso fosse il Lumezzane della B, se avremo la tranquillità necessaria, penso che ci riusciremo». I suoi ultimi due predecessori, Ammazzalorso e Giampaolo-Buffoni hanno ottenuto grandi risultati: una eredità pesantuccia... «Se hanno fatto bene, significa che troverò giocatori che hanno qualcosa di importante sul piano tattico e tecnico, cercherò di sfruttare al meglio il lavoro di chi mi ha preceduto».
Il Treviso si radunerà il 18 luglio per poi partire il giorno stesso per il ritiro di Villabassa, che finirà il 31. Dal 4 al 13 agosto trasferimento tra le colline di Pieve di Soligo. Causa lavori all'impianto d'illuminazione e quello a circuito chiuso del Tenni, le gare di Coppa potrebbero essere spostate a Montebelluna, Vittorio o Conegliano, giocandone una in casa e due fuori.
D'AGOSTINO.Da ieri il tornante di Collecchio è biancoceleste a tutti gli effetti. La Pro Vercelli - retrocessa in D - se l'era aggiudicato alle buste, ma ha perso ogni diritto sul giocatore in quanto non è riuscito a venderlo entro la scadenza del 30 giugno.