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Alla cassaforte va Gabetti

 TORINO. L’impero finanziario della famiglia Agnelli è da sempre imperniato sulla Fiat, che controlla indirettamente con il 30% attraverso la finanziaria Ifil, a sua volta controllata dall’altra finanziaria Ifi, entrambe quotate a Piazza Affari e nella mani della cassaforte a monte dell’intera catena di controllo: la «Giovanni Agnelli & C. società in accomandita per azioni» creata dall’Avvocato per ordinare le proprietà dell’intero gruppo. Dopo la scomparsa di Umberto Agnelli, alla presidenza della cassaforte la famiglia ha chiamato un fedelissimo come Gianluigi Gabetti. Gabetti, che ha 80 anni, è l’unico esterno alla famiglia Agnelli ad essere socio accomandatario della «Giovanni Agnelli e C».
 Occorre ricordare che attraverso l’Accomandita i dieci rami della famiglia Agnelli controllano tuttora un impero. Accanto alla Fiat restano una serie di società nell’ambito del Lingotto dopo la cessione della Toro e di buona parte delle attività della Magneti Marelli. Alla casa automobilistica fa capo, tra tutte le partecipazioni, il 56% di Ferrari e Maserati, la maggioranza della Teksid e la totalità del capitale Comau, Iveco e oltre l’85% di Cnh (macchinari agricoli e industriali). Il portafoglio diversificato di Ifil spazia poi dal 54% Worms (carta e attività finanziarie) alla Rinascente ad Alpitour. La Ifil detiene anche la maggioranza della Juventus e il 4,8% del Sanpaolo Imi, terza banca italiana. Direttamente dalla Ifi discende il controllo sulla francese Exor e da qui quello sul 10% della Societè Fonciere Lyonnaise, sul 7% di Distacom (tlc) e sul 16,7% del Club Med (controllato per un ulteriore 7% tramite la Ifil). Ma le attività della famiglia sono molto importanti anche in altri settori finanziari, dall’Editoria all’energia. Oltre al tradizionale controllo della Stampa, il quotidiano di Torino (Itedi controllata al 100%), gli Agnelli possiedono il 24,6% di Italenergia (Edison) e oltre il 10% di Rcs Mediagroup, a cui fa capo il Corriere della Sera. Poco significativa numericamente ma di notevole importanza strategica e di prestigio l’1,6% in Mediobanca, a lungo partner finanziario per eccellenza della Fiat.