Alpini, messa per Reginato

Domenica 15 febbraio, alle 11.30, messa solenne nel tempio di San Francesco di Treviso per il 50º anniversario del rientro in patria del generale degli alpini Enrico Reginato. Correva il 1954 quando Reginato rientrò nella sua Treviso, dopo 12 anni di prigionia in Russia, seguiti alla sua cattura. I russi, dopo la fine del conflitto, vollero utilizzare fin in fondo le sue grandi capacità di medico, dai gulag agli ospedali dell'immenso paese, dove curò cittadini sovietici, ma anche prigionieri italiani, rumeni, francesi, tedeschi.
La messa sarà celebrata da don Olindo, dei frati francescani, e da don Franzoni, ultranovantenne (e vispo) testimone eccezionale: è stato in prigionia con Reginato. E' annunciata della autorità e di moltissimi ex internati, dal Veneto, ma anche dall'Emilia Romagna e dalla Toscana.
Alla fine della messa, verrà deposta una corona nel chisotro dei frai francescani.
La cerimonia è organizzata dal gruppo dell'Ana «Medaglia d'oro Enrico Reginato» presieduto da Romano Nani, già assessore e vicesindaco nel primo mandato Gentilini. Enrico Reginato era nato a Treviso il 5 febbraio 1913 e si era laureato in Medicina e Chirurgia all'Università di Padova. Durante la guerra, era partito per il fronte russo nel gennaio del 1942 e quattro mesi dopo, il 28 aprile, era caduto in mano nemica nella battaglia di Starlino, finendo nei campi di prigionia e sopportando condizioni fisiche menomate dalle fatiche e dai disagi. Era rientrato a Treviso solo nel 1954, dopo quasi 12 anni di detenzione. Aveva poi esercitato l'attività di medico fino al 1976. E' scomparso a Padova nel 1990, a 77 anni, assistito dalla moglie e dai due figli.