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«Più assistenza ai malati terminali di Alzheimer»

 CONEGLIANO. «Alle autorità sanitarie locali, chiediamo maggiore assistenza ai malati terminali di Alzheimer e alle loro famiglie». E’ questa una delle necessità fondamentali, che emergono dalle risposte al questionario dell’associazione familiari e dell’Usl 7, che è stato sottoposto alle famiglie, che hanno al loro interno dei malati di Alzheimer e con demenze senili in genere. Il questionario chiedeva sostanzialmente quale fosse l’indice di gradimento dell’iniziativa regionale «Contributo Alzheimer» e quali fossero i criteri eventuali da migliorare nei servizi d’assistenza alle famiglie, che si trovano a dover affrontare ogni giorno le problematiche connesse con i malati di Alzheimer. I soggetti coinvolti, in questo progetto di miglioramento qualitativo sanitario, sono stati il distretto socio-sanitario Sud di Conegliano, l’ambulatorio distrettuale per le demenze e l’associazione famigliari Alzheimer di Conegliano-Oderzo. Il questionario è stato inviato a 150 famiglie del territorio e sono pervenute 103 risposte. «Uno fra i servizi più richiesti dalle famiglie è stato quello riguardante la necessità di assistenza domiciliare del malato e l’assistenza psicologica ai famigliari stessi - spiega il presidente dell’associazione famigliari Alzheimer di Conegliano-Oderzo, Mauro Mantovani -. Oltre all’assistenza infermieristica che è necessaria per i malati, anche i famigliari hanno necessità di essere seguiti: tutta la famiglia è di per sé malata. Le famiglie inoltre spendono molti soldi nella stessa assistenza al malato». La legge regionale 5 del 2001 assegna 516,46 euro al mese al malato di Alzheimer, sono se inclusi nella graduatoria, che viene stilata dalla Regione, in base al reddito del singolo ammalato, che deve essere titolare di un reddito inferiore almeno ai 10 mila 330 euro annui. «Ma non tutti gli aventi diritto ricevono questa cifra - continua Mantovani -, in quanto ad esempio nell’Usl 7, sono state assegnate in tutto 48 quote. E accade che anche chi percepisce meno, come 5 o 7 mila euro l’anno, non può ricevere il sussidio mensile. Il sussidio regionale viene assegnato in base anche ad altri criteri prioritari, come la gravità di alcune forme della malattia di Alzheimer, come i disturbi del comportamento». Tuttavia l’85% delle famiglie interpellate ritiene il contributo mensile molto utile. Fra i servizi da migliorare, il 45% degli interpellati chiede che siano favorite anche le famiglie che non hanno malati con disturbi del comportamento, ma sono egualmente in gravi condizioni e costretti a letto. Il 49% delle famiglie chiede che i controlli domiciliari dei sanitari dell’Usl 7 si effettuino almeno ogni 6 mesi. Il 45% delle famiglie chiede come si debba trovare aiuto quando la famiglia non è più sufficiente; il 27% vorrebbe sapere come affrontare lo stress dell’assistenza.
(Alessandro Viezzer)