Bertinotti condanna senza appello l'orrore delle foibe

VENEZIA.La strada è stata lunga. A quasi 60 anni dalla tragedia Rifondazione comunista ha affrontato a viso aperto, senza nascondersi nulla, la tragedia delle foibe, le grotte carsiche nelle quali durante la guerra di Liberazione vennero assassinate migliaia di persone. In buona parte fascisti, o ritenuti tali, ma anche compagni di lotta contrari all'annessione di Trieste e dei territori italiani nella Jugoslavia di Tito. Lo ha fatto ieri a Venezia, nell'aula magna dei Tolentini, con il convegno: «La guerra è orrore - Le foibe tra fascismo, guerra e Resistenza».
Le conclusioni sono state tratte da Fausto Bertinotti. «Le foibe sono una vicenda terribile nella quale non sono tanto importanti i numeri, che vengono manipolati secondo gli interessi, in alto o in basso - ha affermato - E' importante dire che esse sono state una reazione violenta in cui si sono combinati furore popolare e volontà organizzata»: Secondo il segretario di Rifondazione «di fronte a questi fatti, come di fronte ad altri, non possiamo reagire in modo giustificazionista, dicendo cioè che l'avversario ha fatto comunque di peggio. Il fatto che la nostra sia stata 'la lotta dei giusti" non ci consente di non indagare con rigore in ciò che in quella lotta c'è stato di violenza, di sopraffazione e di orrore. La violenza va esaminata e respinta». Bertinotti ha però esaltato l'attualità del messaggio antifascista: «Noi rifiutiamo ogni forma di quel revisionismo storico che vedendo un po' di bene nel fascismo e un po' di male nella Resistenza rende tutto uguale e tutti egualmente responsabili».