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Prg, l’atto di accusa dei gruppi di S. Artemio

 Fra una settimana il Prg di Treviso sbarca in commissione regionale per il disco verde definitivo (o quasi). E alla vigilia del voto, una delle associazioni del comitato Sant’Artemio - Sega@tura, onlus di cui molti soci hanno partecipato alle amministrative con «Treviso aperta e civile» - ha elaborato un dossier sul Prg, per rispondere a Zampese (Lega). Il presidente della commissione urbanistica benediceva il documento come «una svolta epocale dell’urbanistica veneta». L’associazione - e idealmente l’arcipelago dei gruppi di Sant’Artemio, ma anche Tac - smonta il Prg. «Nessuna regola, nessuna idea».
 Il dossier muove da 21 premesse: gli «obiettivi specifici» indicati dalla Lega nell’ordine del giorno ispiratore della nuova revisione del Prg. «Sfidiamo Zampese - dice il documento - a indicare gli obiettivi davvero raggiunti, e le “epocali novità” del Prg». Gli esperti di Sega@tura demoliscono il Prg, bollandolo come «monumento all’inutilità, che non regola nulla». Anzi: «Lascia ampio spazio per un uso del territorio a solo vantaggio di iniziative private per lo più speculative». Ecco le contestazioni.
 Revisione dei vincoli. L’ordine del giorno leghista diceva «si deve provvedere a eliminare quella serie di limitazioni alla proprietà privata che non si pensa di attuare...» L’associazione rileva come, fra ’98 e 2002-03, sia stato eliminato il 32% delle aree a standard (verde e parcheggi), E l’ex Foro Baorio nel capitolo park: «Solo? Forse perché il verde abbonda e i parcheggi sono già molti...»
 Viabilità. «La Lega parlava di Terraglio Est, tangenziale est, collegamento Stiore-Trevisoservizi - è scritto - ma tutto è stato decapitato dalla stessa maggioranza nel 2001. E la tangenziale est sparisce, ma resta una fascia di rispetto: per future possibilità?».
 I piani attuativi. «La volontà politica della Lega, così interventista e decisonista su problemi semplici o contro i deboli, come gli immgirati - dice il dossier - è fortemente deficitaria sui problemi complessi, dove intelligenze e competenze vanno usate per concordare e fare, insieme al privato, quel che serve alla città». Poi l’atto di accusa: «In questi anni, a Treviso, sono stati solo i “detentori di interessi” a determinare lo sviluppo della città con i Piruea, strumenti agili che dietro contropartite al pubblico (30 parcheggi, un appartamento), spesso modeste, ottengono aumenti di volume in zone impossibili. La merce di scambio? Il territorio».
 L’esigenza residenziale. Secondo il dossier è l’essenza del programma leghista. «Qualcuno ha bisogno di fare la sua casetta, in zona agricola, magari per salvaguardare la famaglia senza stravolgere il territorio? - ironizza il dossier - poi finisce che si stracciano le vesti e parlano di campagna cementificata».
 Sant’Artemio. Sul «nodo» più caro all’associazione, il dossier è più stringato. «Non è vero che il 25 % dell’area sia destinato a sociale e istituzionale - dice il controdocumento - così come è veramente limitante ridurre tutto, come fa Zampese, a questione patrimoniale. Non è l’Usl 9 che deve realizzare e gestire operazioni di trasformazione urbana: è il comune che deve gestire il territorio»
 Contenitori urbani. «Siamo al mero appoggio dell’iniziativa privata, da De Poli ad altri soggetti - sottolinea il dossier - a meno di non considerare la demolizione di borgo Venezia». Sui Peep, “siluro” a Zampese. «In otto anni di governo leghista, nessun alloggio assegnato, duqneu nessuna poltiica di calmiere dei prezzi».
 Commercio. Il capitolo più clamoroso per il caso dell’area «Sant’Antonino 1». «Una figuraccia per l’amministrazione, che si rifugia nella “svista” per salvare la faccia» - commenta il dossier. (a.p.)