la tribuna di Treviso — 30 agosto 2003
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sezione: ATTUALITĀ
ROMA. Se Berlusconi varca il Rubicone e garantisce una riforma strutturale delle pensioni entro fine anno, i sindacati replicano che su questa strada si va allo scontro frontale, ad uno scontro lacerante. Ad annunciarlo è uno dei firnatari del «patto per lItalia», cioè savino Pezzotta leader della Cisl. «Siamo contrari a qualsiasi riforma strutturale del sistema pensionistico - ha detto Pezzotta - una cosa è se si discute della delega, unaltra di riforma strutturale. Vogliamo capire quali sono le proposte. Martedì si riunirà la segreteria per fare una valutazione e pensare cosa fare e come muoversi, dopo il vertice di sabato, avremo qualche elemento in piu». Pezzotta ha ribadito che nel nostro Paese «sono già state fatte tre riforme. La riforma strutturale è già stata fatta. Se si vuole metterla in Finanziaria è solo per fare cassa. Il sistema pensionistico non può essere il salvadanaio di altri». Giù le mani dalle pensioni altrimenti si aprirà una stagione di lotta senza precedenti, a cominciare dai lavoratori della scuola. Ad annunciare battaglia è il segretario generale della Cgil scuola, Enrico Panini. «Informiamo i ministri che si incontreranno per decidere come smantellare lattuale sistema di protezione, pensando di fare cassa con le nostre pensioni, quando la riforma in corso funziona ampiamente, o di dividere il Paese, denunciando presunti privilegi dei lavoratori pubblici che esistono solo nella fantasia di chi li cita, che dovranno fare i conti - avverte il sindacalista - con una stagione di lotte unitarie senza precedenti». Netta contrarietà viene espressa da dirigenti della Uil, della Ciasl e anche dellUgl (sindacato vicino ad An). il segretario generale Stefano Cetica afferma infatti: «Lannunciato intervento sullanzianità, che per altro è in esaurimento, cozzerebbe con la tutela dei diritti acquisiti che ha già visto intervenire la Corte Costituzionale». Sul versante politico da registrare un intervento di Rutelli che ribadisce: «Siamo contrari che si faccia una manovra in Finanziaria per guadagnare qualche euro e si lasci inalterato questo sistema». Rutelli conferma la disponibilità a un confronto ma ha sottolineato: «Vanno bene gli aggiustamenti della riforma Dini, che ha dimostrato di funzionare, ma devono essere apportati al di fuori della Finanziaria con una discussione chiara».