«Carezze moleste in sala preghiere»


VITTORIO VENETO. Bimbi molestati durante la benedizione, in sala preghiera, mentre giocavano a pallavolo. A toccarli, con carezze moleste, il loro parroco, don Paolo Gardenal, sacerdote di Ceneda. Queste le accuse della Procura che nei giorni scorsi ha chiuso le indagini.
Violenza sessuale aggravata è il reato contestato al sacerdote dal sostituto procuratore Luisa Napolitano. A mettere in moto l'inchiesta è stata la denuncia dei genitori di un ragazzo di Vittorio Veneto, oggi quindicenne, raccolta dai carabinieri di Vittorio e da Telefono Azzurro; il magistrato ha accertato successivamente altri episodi che si sarebbero verificati ad Auronzo, durante i campi estivi organizzati dalla parrocchia.
Il primo caso è del maggio 2001 quando, sempre secondo le ricostruzioni della Procura, il parroco si reca in casa del quindicenne per la benedizione. In quell'occasione avrebbe accarezzato il ragazzino alle parti intime come d'altra parte aveva già fatto qualche giorno prima, all'interno della ludoteca della parrocchia. Ma lo scandalo espolde tra il 13 e il 21 giugno, durante il campeggio organizzato in montagna dalla parrocchia. Don Gardenal avrebbe molestato ben quattro ragazzini, tutti dodicenni, toccandoli ripetutamente ai genitali. Diverse le occasioni di cui il sacerdote avrebbe approfittato: durante una partita di pallavolo, in sala preghiere, in camera da letto. In un caso avrebbe fatto sedere uno dei ragazzini sulle proprie ginocchia, in un altro si sarebbe avvicinato mentre il quattordicenne era a letto per un malore, un'altra volta ancora mentre stava scrivendo una lettera. A raccontare tali episodi sono stati gli stessi ragazzini, sentiti dal magistrato durante le indagini. L'inchiesta si è chiusa con la conferma dell'accusa di violenza sessuale aggravata dal fatto che le vittime non avevano compiuto i 14 anni. Il difensore del sacerdote, l'avvocato Andrea Franchin, ha commentato con sollievo la chiusura delle indagini: «Era ora - ha detto - Non era tollerabile che quest'attesa proseguisse oltre. Don Gardenal ha sempre aspettato di capire le contestazioni della Procura. Ora ci riserviamo di parlare con il pubblico ministero per valutare le diverse strade processuali percorribili. E' intenzione di don Gardenal di non coinvolgere i minori nel procedimento penale». Il sacerdote è stato ora assegnato a una parrocchia lontana da Vittorio: «La chiesa gli è stata vicina - ha continuato il suo legale - Don Gardenal è molto sereno. La chiusura delle indagini non è né una richiesta di rinvio a giudizio, né tantomeno una sentenza di condanna. Valtueremo ora tutte le prove a carico. E comunque, ora, si è riaperta per tutti, una ferita».

Sabrina Tomè