04 agosto 2012 —
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sezione: Nazionale
TRENTO Il turismo in Trentino ha ancora un ruolo preponderante: offriamo alcune tra le mete più ambite per le vacanze ma al tempo stesso non rinunciamo a farle. Lo dice una rilevazione dell’Ufficio studi Confartigianato, resa nota proprio ieri. La nostra provincia si piazza al quarto posto per attrazione dei consumi turistici, al sesto per spesa nel settore ricettivo, al terzultimo nelle percentuali di cittadini che rinunciano alla vacanza. L’attrattività. In base a una media del periodo 2005-2010 - si osserva che la provincia a maggiore attrazione turistica è Bolzano con 55,4 giornate di presenza annue per abitante, seguita a breve distanza da Rimini con 51,6. A maggiore distanza Venezia con 38,7 giornate di presenza per abitante, con Trento che arriva subito dopo con 28,9. La spesa. Secondo l’indagine, le regioni italiane nei bilanci del 2010 hanno impegnato in spesa per la funzione “turismo e industria alberghiera” quasi un miliardo di euro (938 milioni). Mediamente, in Italia le Regioni spendono 9,50 euro per ciascun arrivo turistico (totale italiani e stranieri) e 2,50 euro per presenza. Ma l'efficacia della spesa regionale per il turismo è molto differenziata sul territorio. Focalizzando l'attenzione sulla spesa per arrivo, si osserva che per ciascun turista che arriva in Molise la Regione spende addirittura 63 euro. Alta la spesa anche per la Valle d'Aosta che, prima regione a statuto speciale, spende 59 euro per arrivo. Poi si torna a Sud, con la Basilicata che spende 49 euro per arrivo; segue il Friuli Venezia Giulia che spende 36 euro per arrivo, la Calabria che spende 29 euro per arrivo. La provincia di Trento fa registrare una spesa di 26,7 euro per arrivo , con un totale di 85,7 milioni investiti. Nel dettaglio, nel 2010 gli arrivi in Trentino sono stati 3 milioni e 200 mila e le presenze 15 milioni e 191 mila. Trentini vacanzieri. La regione con la più alta quota di popolazione che non va in vacanza è la Sicilia con il 71,9% dei residenti pari a 3.669.000 persone. Segue la Calabria con il 71,3% pari a 1.463.000 persone, la Puglia con il 68,7% pari a 2.836.000 persone. Il Trentino, come detto, è terzultimo, con il 33,1% pari a 182 mila persone rimaste a casa. Non ha rinunciato a partire neppure il 31% degli altoatesini e il 29,6% dei lombardi. (l.m.)