06 dicembre 2011 —
pagina 40
sezione: Attualità
MANOVRA /1
Questo governo
è pavido e timido
Le misure decise dal governo sono fortemente recessive. E bene ricordare come la Grecia riconfermò fiducia a Papandreou nellottobre 2009, pur piegata da misure drastiche che sembravano inevitabili per evitare il disastro. Si applaudì, allora, alleroismo di un popolo consapevole del necessario sacrificio per un futuro migliore. Di quel futuro migliore, però non cè traccia e i Greci sono stritolati da un sistema debitorio che deprime in modo inumano la loro economia. Sembra un film già visto, perciò, quello che oggi si presenta ai nostri occhi: gli Italiani confidano nel loro governo, non più impresentabile, che conduce, attraverso le solite lacrime e il solito sangue, a pagare chi ha già molto pagato. Ma verso quale obiettivo? Per crescere o per non morire subito? Questa manovra è lanticamera di una recessione grave, sociale, prima che economica. Molti sopporterebbero volentieri, però, per il futuro dei figli e per un domani migliore, il peso di scelte dolorose. Ma nessuno, credo, sarà disposto ad accettare sacrifici a senso unico, per continuare a liquidare i manager di Stato, garantire triple pensioni a rappresentanti istituzionali di vario livello, sopportare levasione come sistema, stipendiare lassemblea rappresentativa più pletorica e inefficiente del mondo. Un governo forte con i deboli e debole con i forti non è tecnico. Duole dirlo, per chi ci ha sperato, ma un simile governo è pavido e sospettosamente timido.
Giovanna Giugni Ieri una persona mi ha detto una cosa: per curarsi ci vuole una medicina; sarà anche difficile da digerire, questa, ma curandosi si evita di morire. Devo dire che un po mi ha convinto. Le manovre non sono mai fatte per accontentare. Anzi: questa doveva farla un governo tecnico proprio per non farsi condizionare dalla ricerca del consenso. Mi aspetto anche dei potenti tagli ai costi della politica e qualche parola in più sullo sviluppo, ma considero inevitabili molte di queste misure. Se è per salvare lItalia, penso che ognuno di noi debba metterci qualcosa.
MANOVRA /2
Mosna ha ragione
Temo che Monti non basta
Quanto dichiarato nellintervista di domenica da Diego Mosna mi trova in perfetta sintonia. Conosco il signor Mosna da quando ero Presidente della Cassa Rurale di Tassullo e Nanno e da subito mi ha colpito la sua concretezza, uno che non usa giri di parole. Lo stesso metodo usato nellintervista. Contro i privilegi e linadeguatezza dei politici, compreso il nuovo Governo e la classe politica trentina che sempre più si avvicina a quella romana... Contro le banche, artefici del disastro che viviamo, diventate un casinò. Ancora dieci anni or sono, pubblicamente sostenevo che questo sistema non poteva durare a lungo. La finanza era, ed è tuttora, in mano alla speculazione, con transazioni legate al nulla per più del 90%, contro meno del dieci del mercato reale (beni). Da anni cè chi insiste per una tassazione su quelle transazioni (Tobin Tax). Sono contento che un imprenditore del calibro di Mosna ne sia convinto, anche se questo provvedimento, voluto ormai da tanti, Merkel e Sarkozy in testa, qualora adottato, rischia purtroppo di essere tardivo. Siamo vissuti, specie in questi ultimi trentanni, al di sopra di quanto potevamo permetterci, sia come economia dello Stato, ma anche in rapporto alle risorse disponibili. Sono daccordo anche sullo sviluppo delle energie rinnovabili e da molti anni ormai ho cercato, nel mio piccolo anche come pubblico amministratore, di farlo in modo concreto. Concordo nel dare poche speranze a Monti (il 6/7 % di possibilità) nel riuscire a risollevare la baracca italiana, al più capace di prendere (comprare) tempo.... Infine, linquietudine di essere governati da uomini delle banche (Goldman Sachs, Banca Intesa ecc.), che pur di far cassa e in nome del libero mercato, possono essere capaci di vendere ai privati e allo straniero gli ultimi beni produttivi e reali dello Stato, riserve auree comprese. Speriamo proprio di sbagliare.
Vigilio Pinamonti TASSULLO
Anchio mi auguro - per il bene del Paese - che vi stiate sbagliando. Capisco il vostro pessimismo e non ho unopinione tanto diversa dalla vostra sulla classe politica (anche se odio le generalizzazioni e sono convinto che siano anche ottime eccezioni), ma resto fiducioso. Perché qualcosa sta già cambiando: nel Palazzo e fuori dal Palazzo. E importante che cambino i politici, ma è importante che cambino anche gli italiani.
MANOVRA /3
Si può fare qualcosa contro
le tariffe dei professionisti?
Oltre che per prevedere le tasse il signor Monti dovrebbe fare un decreto legge pure per le spese che il cittadino deve fare per avvalersi di una consulenza professionale, vedi avvocati, notai dentisti dove loro si prendono da un terzo a una metà in più dei loro colleghi europei. Da loro per una lettera, una consulenza si prendono 300 euro da noi si prendono da 500 a 1400 euro per un stesso lavoro. Va bene tutto ma così si affonda chi sta cercando di stare a galla. Le multe europee per i rifiuti, fare in modo che paghi la regione o provincia responsabile e non tutta Italia. Non si sa se la fine del mondo arrivi nel 2012 ma di sicuro si è alla fine dellitalia, la popolazione è stanca di essere presa in giro, ora basta.
Sergio Palla La manovra di Monti non si può analizzare o distruggere con facili slogan. Va studiata e capita. Fra le promesse fatte dal governo, cè peraltro anche quella legata ad una sorta di liberalizzazione delle tariffe. Tenderei dunque ad aspettare, anche perché la popolazione non ha bisogno di uno Stato in ginocchio, ma di uno Stato in ripresa. Incrociamo le dita.
AMARCORD TRENTINO
Ma la prima luce
si accese su Milano
Egregio Direttore, ho letto con molto interesse sulledizione di domenica del Suo giornale la pagina Amarcord trentino. Nel sottotitolo dellarticolo Quando nelle vie di Trento si accese la luce ho rilevato però unimprecisione storica che merita una rettifica. Non fu Trento la prima città europea ad essere illuminata dalla corrente elettrica. Trento fu invece la prima città dEuropa a realizzare una centrale elettrica municipale, grazie alliniziativa del suo intraprendente podestà Paolo Oss Mazzurana. La prima città in Europa ad utilizzare lilluminazione elettrica fu Milano, grazie ad una centrale termoelettrica sistema Edison attivata il 28 giugno 1883 nella centralissima Via Santa Radegonda; promotore di ciò fu il professor Giuseppe Colombo (poi senatore del Regno), tramite il Comitato promotore per le applicazioni dellenergia elettrica in Italia, da lui costituito. Modello di questa centrale elettrica fu quella di Pearl Street a New York, attivata nel 1881, prima nel mondo, la cui tecnica e organizzazione furono studiate da Giuseppe Colombo al fine di impiantarne una simile a Milano.
Mario Forni TRENTO
Il titolo, come spesso càpita, tende a semplificare: per ragioni di spazio non può scendere nei dettagli, ma può...illuminare alcune cose. In tutti i casi, grazie per i complimenti (che giro subito a Luigino Mattei, tornato a scrivere per il suo giornale con lentusiasmo di un ragazzino) e grazie per la precisazione.