28 luglio 2011 —
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sezione: SpettacoloCultura e Spettacoli
OSSANA. Una all star con Peppe Servillo, Fabrizio Bosso e Rita Marcotulli rende un sentito omaggio in chiave jazz alla voce per eccellenza della musica italiana: Domenico Modugno. I Suoni delle Dolomiti, alle 14 in Val di Sole (Valpiana), oggi rendono un sentito omaggio alla voce per eccellenza del nostro panorama musicale con il progetto intitolato Uomini in frac. Oltre alla carismatica voce degli Avion Travel, il trombettista Fabrizio Bosso e la pianista Rita Marcotulli. E poi il sassofonista di origine argentina Javier Girotto, il mandolinista pugliese Mimmo Epifani, il contrabbassista Furio Di Castri e il batterista Cristiano Calcagnile. In questa intervista Rita Marcotulli, la regina del jazz italiano, racconta come è nato il progetto musicale.
di Giuseppe Segala
Tra gli uomini in frac che fanno omaggio a Domenico Modugno si cela una signora: Rita Marcotulli. Romana di origine ma da anni residente nella verde Umbria, pianista molto apprezzata a livello europeo, la Marcotulli affiancherà Peppe Servillo, Furio Di Castri, Javier Girotto, Fabrizio Bosso e gli altri musicisti che oggi alle alle 14, saranno in Valpiana, nel Gruppo della Presanella, a presentare questo tributo rivolto al grande Mimmo, per I Suoni delle Dolomiti.
Cosa ci fa una signora in mezzo a tanti Uomini in frac?
Ci divertiamo, stiamo bene insieme, facciamo delle grandi risate, delle belle mangiate. A parte scherzi, questo è un aspetto importante, perché abbiamo fatto un sacco di concerti e se non fossimo amici sarebbe difficile sopportarci così a lungo. Sono tutti grandi musicisti, con i quali collaboro spesso, e sempre con immenso piacere. Tante personalità diverse, che si stimano e si stimolano in modo reciproco. Questo lavoro, che nasce dalla collaborazione di Peppe e Furio, mi ha subito affascinato.
Cosa ha riscoperto di Modugno?
E bello, curioso e interessante affrontare cose che ascoltavo da bambina, scoprire come si sono sedimentate nella memoria, nellemozione, e ripescarle. Ho riscoperto la bellezza delle melodie, il gusto di arrangiarle. Ho anche imparato a tenere conto delle parole in modo più consapevole, a far risuonare in me le parole mentre suono. Melodia e testo: di questo sono fatte le canzoni.
Dunque il progetto continua?
Dopo quattro anni, non solo continua, ma imbocca strade diverse. Proprio ora stiamo uscendo con un lavoro nuovo, dedicato alle canzoni di Celentano. Devo confessare che in un primo momento ne ero spaventata. Poi la cosa mi ha affascinato: i testi, di trentanni fa o più, sono spesso molto attuali. A parte Azzurro, di Paolo Conte, che è già un brano jazz, ci sono altri pezzi che mi stimolano: Canzone, Il ragazzo della via Gluck.
Cosa può dare la canzone italiana al jazz e cosa può dare il jazz alla canzone italiana?
La canzone italiana offre al jazz melodie. La grandissime linee melodiche di Tenco, Battisti, Pino Daniele. Il jazz si è sempre alimentato di canzoni, così come le canzoni sono state spesso arricchite dellapporto di grandi arrangiatori del jazz. Ma nella mia idea di musica la distinzione tra generi si attenua sempre più, tendo a considerare la musica con criteri diversi: quella che comunica qualcosa, che va in profondità, e quella banale. Ascolto sempre più cose
Tornando a Modugno: cosa rappresenta per lei?
Attraverso le interpretazioni di Peppe, che è anche uno straordinario attore, ho riscoperto cose che Modugno ha interpretato da attore. Ad esempio Che cosa sono le nuvole, di Pasolini, straordinaria prova con Totò e Ninetto Davoli. Ho scoperto così un altro volto di Modugno.
Le montagne sanno bene che cosa sono le nuvole: cosa rappresentano per lei le Dolomiti?
Sono innamorata delle Dolomiti, da quando ero piccina e andavo a Vermiglio con la mia famiglia. Laghetti trasparenti, sentieri, camminate meravigliose. Cose che mi sono rimaste dentro e che ritrovo ogni volta che torno, anche se ora le occasioni sono molto rare.
Quali nuovi progetti in cantiere?
Sto preparando le musiche per un film a cartoni animati di Paolo Pietrangeli, dedicato ai 150 anni dallunità dItalia. Ci sono le voci di Camilleri, della Litizzetto. Non è un lavoro semplice, perché la musica ha un forte potere sulle immagini: può accentuare certe cose o cambiarne il carattere. Sto coltivando da tempo lidea di un lavoro dedicato al Caravaggio.
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