ARCHIVIO Trentino dal 2004

Dellai, otto sfide per l’anno nuovo

 TRENTO. E’ l’anno che segna la metà legislatura e che in qualche modo dovrebbe anche cominciare a vedere delinearsi il futuro caratterizzato dal “dopo-Dellai” per il Trentino. Un passaggio non facile e che in qualche modo influirà anche sulle cose da fare. Che sono molte e che riempiono l’agenda del governatore e dei consiglieri provinciali. Sono tutte, in qualche modo, determinanti perché devono mettere basi solide alla nuova sfida sociale ed economica che uscirà nel momento in cui la crisi comincerà ad allentare la morsa e metterà tutti alla prova.
 La politica. Non è secondaria, in questo scenario, la partita politica e gli equilibri che potrebbe compromettere. Si gioca su due livelli: il primo è locale e in buona parte è legata alla successione di Giovanni Kessler alla presidenza del consiglio. Dellai ha già detto che la squadra di giunta non si tocca, però il gioco di fioretto fra Pd e Upt non mancherà. Il secondo è nazionale: si andasse a elezioni in primavera, che succederà a Trento? Il presidente ha già detto che vuole chiudere la legislatura visti i tanti obiettivi ancora nel mirino, ma non è detto che le sirene romane non gli facciano cambiare idea.
 Sempre nell’ambito politico, il 2011 dovrebbe portare un altro tassello all’idea di creare una stretta alleanza con Bolzano e il Tirolo. A maggio a Merano ci sarà un importante incontro fra i tre governi che dovrebbe concretizzare le intenzioni.
 E’ l’anno della verità anche per le comunita’ di valle. Si capirà se si tratta di un inutile orpello o se le promesse saranno mantenute. Avranno le loro competenze: le sapranno (potranno) sfruttare?
 Protezione civile. Tornerà in aula il disegno di legge che riorganizza la protezione civile trentina. Ci sono già state resistenze su un progetto che coinvolge buona parte del vastissimo mondo del volontariato. Approvato dalla giunta, il documento sarà valutato dal consiglio provinciale nella seconda metà dell’anno.
 Rifiuti. Questo potrebbe essere l’anno della svolta e la Provincia dovrà giocare la sua parte, legata a filo doppio alla realizzazione dell’inceneritore. E comunque una riorganizzazione dei siti di conferimento è indispensabile visto che quelli attuali sono quasi tutti in esaurimento. Una decisione forte andrà di sicuro presa.
 Viabilità. La carne al fuoco qui è tantissima. Pure troppa per pensare a una soluzione nel corso dell’anno, ma è ovvio che un indirizzo preciso andrà dato. C’è Metroland, e si dovrà capire se la Provincia ci crede e ci investe o se era solo una provocazione. Ci sono l’Alta capacità, l’autostrada ingolfata, il tunnel del Brennero. Ma c’è anche la Valdastico, posto che il Veneto tornerà a breve all’attacco con un progetto su cui il Trentino ha costruito un ricorso.
 Accordo di Milano. E’ l’anno dell’attuazione dell’intesa che rafforza e amplia, se possibile, l’autonomia del Trentino. Sul piatto soprattutto la delega all’Università da perfezionare e quella sugli ammortizzatori sociali, opportunità importante e delicata.
 Sanità. Il nuovo ospedale, la protonterapia, ma anche l’integrazione sociosanitaria richiesta dalla nuova legge e l’impegno sulla non autosufficienza. Anche la sanità quest’anno attende risposte forti e concrete.
 Industria. In primo piano nel 2011 la sfida del polo Manifattura di Rovereto con l’economia sostenibile e l’interazione lavoro-università. La lentissima uscita dalla crisi ha preparato nuove sfide che necessitano di strumenti adeguati. Vanno trovati e applicati. Come la calibratura degli incentivi e dei contributi, mirati allo sviluppo e non all’assistenzialismo.
 Cooperazione. Anche il mondo delle cooperative è chiamato a trovare risposte moderne alle nuove esigenze economiche. Quest’anno si gioca la partita decisiva del comparto vino dopo la crisi dell’anno scorso. Il 2011 dovrà tracciare un nuovo disegno organizzativo in grado di reggere. Stesso discorso per il polo del latte, anche se qui l’importanza è forse minore, ma non trascurabile.

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