27 novembre 2010 —
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sezione: Attualità
ROMA. Il ministro lancia un appello agli studenti su YouTube perché non si facciano strumentalizzare «da baroni e centri sociali». La risposta arriva in fretta: in tutta Italia, ragazzi e ricercatori prendono possesso dei luoghi simbolo. Giovedì il Colosseo, la Torre di Pisa, la Mole Antonelliana. Ieri la basilica di San Marco a Venezia, il Duomo di Messina, i palazzi comunali di Bologna e Siena. A LAquila, nonostante la neve, salgono sui tetti delle poche sedi universitarie rimaste in piedi dopo il terremoto e irrompone nella caserma della Finanza.
Mentre i blitz si moltplicano, nel pomeriggio da Roma arriva lannuncio che rischia di gettare nuova benzina sul fuoco delle proteste: Futuro e libertà martedì voterà «sì» al disegno di legge. Lo conferma il presidente della Camera Gianfranco Fini: «Riforma positiva, ma la protesta è un campanello dallarme».
Ovunqe la tensione cresce. A Bari, alle contestazioni si uniscono i docenti guidati dal rettore del Politecnico Nicola Costantino, che con i rappresentanti degli atenei pugliesi inaugurano lanno accademico con la toga al braccio. I ricercatori espongono il lutto: «Lottiamo per conservare un grande patrimonio che è luniversità, cè una strategia per demolirla» accusa Costantino.
A Genova un migliaio di studenti blocca la stazione; a Cagliari e Sassari, nei presidi occupati, si organizza una «veglia funebre» per lunedì, vigilia dellapprovazione del decreto. A Trento un gruppo di manifestanti contesta il ministro dellInterno Roberto Maroni, invitato a una cerimonia, a Pisa un corteo si trasforma in un lancio di uova contro la sede di Confindustria. In serata viene bloccato lingresso del teatro regio di Torino, dove si apre il Torino film festival. Occupazioni a Urbino, Torino, Udine, Perugia, Genova, Catania, Pisa, presidio di docenti a Palermo, assemblea permanente a Cosenza. Alla «Sapienza» di Roma, salgono sui tetti per solidarietà il presidente dei Verbi Angelo Bonelli, Mario Tozzi, docente e conduttore tv, e il regista Paolo Virzì.
La rabbia che monta, trainata dai contatti via Internet, convince il ministro Mariastella Gelmini ad affidare un appello a YouTube: «Ragazzi, questa riforma vuole aiutarvi, non danneggiarvi. Non favevi strumentalizzare, questo ddl è per voi, per eliminare privilegi e sprechi, spazzare via concorsi truffa e parentopoli». Poi ribadisce ai microfoni Rai: «Dovrà essere una riforma vera, organica, o sarà ritirata». Dunque niente «accordini e compromessi al ribasso» e due stoccate: ai baroni, che fanno «lobbyng in parlamento», e al segretario del Pd Pierluigi Bersani che il giorno prima è salito sui tetti: «Rischia di legittimare gli eccessi». Rispondono attraverso YouTube gli studenti del coordinamento Link: «Restiamo stupefatti di fronte a tante falsità». Risponde Bersani: «Ministro arrogante. È lei che ha mandato sui tetti gli studenti: io sono andato a trovarli». Oggi gli studenti saranno in piazza a Roma con i lavoratori della Cgil, e il sindacato, con il segretario Susanna Camusso chiede il ritiro della riforma.
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