19 novembre 2010 —
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sezione: Attualità
ROMA. Il governo stanzia 150 milioni di euro di fondi Fas, attribuisce poteri commissariali al presidente Stefano Caldoro per la realizzazione dei termovalorizzatori in Campania e cancella dai territori tre discariche: Cava Vitiello a Terzigno, causa dellinsurrezione dei Comuni vesuviani, Valle della Masseria-Serre a Salerno e Andretta, ad Avellino). Il consiglio dei ministri vara il decreto anti-emergenza in un clima acceso: Mara Carfagna e Ignazio La Russa hanno un duro battibecco, subito stoppato da Silvio Berlusconi. Carfagna finisce sotto il tiro del Pdl campano, che si spacca e attacca il ministro, «colpevole» di aver contribuito a sottrarre alle Province le competenze sugli inceneritori. E lappello alla solidarietà tra territori, lanciato dal ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto e da Caldoro («per un arco temporale limitato»), viene immediatamente respinto dalla Lega. «Irricevibile» dice il vice ministro ai Trasporti Roberto Castelli. «Il retropensiero napoletano è: noi produciamo i rifiuti, gli altri se li accollano. E non solo somari, ora pure mafiosi».
Napoli intanto resta sepolta sotto 2800 tonnellate di immondizia: da oggi, cessati gli accordi con le altre Province, potrebbe restare solo Chiaiano a ricevere i rifiuti provenienti dal capoluogo.
La situazione è esplosiva anche sul piano dellordine pubblico. Ieri, poche ore prima che a Cava Sari riprendessero gli sversamenti, tre bombe a mano «in grado di esplodere» sono state scoperte dalla polizia non lontano dallimpianto: gli ordigni di fabbricazione jugoslava, erano nascosti tra la vegetazione. «Sono da collegare ai gruppi violenti della contestazione anti-discarica» ha spiegato il capo della Digos di Napoli, Filippo Bonfiglio. Una situazione di tensioni palpabile, se prima del ritrovamento, era stato lo stesso questore Santi Giuffrè ad avvertire: «A Terzigno si prepara una notte calda, ci sarà una scorta rafforzata agli autocompattatori diretti alla discarica». È uninchiesta della magistratura a determinare la riapertura di Cava Sari: la procura di Nola iscrive nel registro degli indagati per interruzione di pubblico servizio il sindaco di Terzigno Domenico Auricchio, che il 13 novembre aveva vietato con ordinanza il passagio dei camion sul territorio comunale. Non cè prova, secondo i magistrati, che la discarica sia fonte di inquinamento della falda, e Auricchio revoca il provvedimento.
Il ritorno alla normalità è affidato al decreto approvato ieri: punto centrale è lattribuzione a Caldoro di poteri che gli consentiranno di gestire con procedure durgenza gli appalti per realizzare gli inceneritori di Napoli e Salerno, tagliando i tempi dai 5 anni previsti a 24-36 mesi. Di inceneritori aveva parlato al ministro Roberto Maroni il segretario del Pd Pierluigi Bersani, durante un «blitz» a palazzo Chigi: «No alla provincializzazione della raccolta e gestione dei rifiuti, non è il modo per uscire dallemergenza e sottrarre la questione alla criminalità» e «no e allaffidamento alle Province della costruzione dei termovalorizzatori di Napoli e Salerno». «Una cosa irrituale, ma ho riferito al consiglio» ha commentato Maroni. Ieri il Pd ha depositato una proposta di legge a Camera e Senato per la gestione dei rifiuti in Campania: «Basta annuncio di miracoli, è lora della responsabilità».
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Maria Rosa Tomasello