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I «golden boy» trentini ai vertici


 TRENTO. Trentini uber alles. Dopo la nomina di Roberto Nicastro alla guida di Unicredit, come direttore generale della più importante banca italiana, aumentano i trentini ai vertici della finanza italiana e internazionale. Nicastro ha conquistato il vertice operativo della banca dopo una laurea alla Bocconi. Lo stesso percorso lo hanno fatto altri giovani big della finanza internazionale. In primo luogo quel Massimo Tononi che, dopo aver lasciato la banca d’affari Goldman Sachs, è entrato nel board di Mittel e in quello della London Stock Exchange, la borsa di Londra. La cosa curiosa è che ben tre dei golden boy della finanza internazionale, oltre a Nicastro e Tononi, anche Carlo Bronzini Vender, socio della Sonenshine Partners di New York, uno dei primari operatori di private equity del mondo, hanno frequentato il liceo scientifico Galilei negli stessi anni, visto che sono tutti nati nel 1964. Una coincidenza straordinaria. Nicastro, figlio di un falegname di origine calabrese e tifosissimo dell’Inter, uscì con sessanta sessantesimi alla maturità. Stesso risultato di Tononi e Bronzini. Segno che in quegli anni al Galilei c’era una grande passione per l’economia. Bronzini ha seguito affari importanti come l’acquisizione di Italtel da parte di Telecom Italia. Lui, dopo la laurea alla Bocconi, si è formato direttamente in America alla Harvard Business school. Tutti emuli del compianto Claudio Demattè, bocconiano presidente di Ferrovie dello Stato e Rai, dopo essere stato il fondatore della scuola economica trentina. E come non ricordare Giuseppe Zadra, a lungo direttore dell’Abi, l’associazione delle banche italiane.
 Ma i golden boy trentini non finiscono qui. A Milano lavora Marco Forasassi, partner di The Corporate finance group, in precedenza managing director della banca d’affari Eidos partners, direttore di Citigroup e direttore di Schroders e vicepresidente di Salomon Brothers. Per Forasassi una laurea al Politecnico di Milano e una lunga carriera internazionale.
 Ma si parla trentino anche ai vertici dell’Enel dove il diplomatico Mauro Battocchi è responsabile del dipartimento affari internazionale dell’Enel dopo una carriera al Ministero degli Esteri. A fianco di questi enfant prodige ci sono anche finanzieri di lungo corso come Lino Benassi, presidente di Toro Assicurazioni, Credit Suisse Italia, Inpartner spa, Finanziaria trentina e vice di Nuova Tirrenia. Benassi, classe 1943, è stato direttore centrale della Banca Commerciale e ammministratore delegato di Ina Assitalia. Tra i big Alberto Rigotti, finanziere attivo in molti campi dopo essersi laureato in filosofia.
 

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- Ubaldo Cordellini