01 settembre 2010 —
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Economia
TRENTO. Simone Pilati, direttore de la Trentina, sposa in pieno quanto sostenuto anche dallassessore allagricoltura Tiziano Mellarini: nel Trentino frutticolo due marchi, Melinda di montagna e Trentina per il resto. Se la situazione nel settore vinicolo è decisamente delicata, in quello della frutta le cose vanno meglio anche se la proposta sul mercato non va mai trascurata vista la concorrenza su unarea geografica sempre più ampia. Accanto alle scoperte scientifiche (il genoma del melo) e alla produzione (positiva) cè anche laspetto organizzativo da seguire.
«Con i nostri due mila ettari - dice PIlati - e con il piano di riduzione dei costi e modifica dellassetto varietale (diminuzione dei Golden), non avremmo difficoltà ad aumentare la nostra quantità di mele vendute».
A quanto ammonta attualmente? Centomila tonnellate di mele e 4 mila tonnellate di altra frutta. La LaVis sca (ex Consorzio Cinque Comuni) conferisce circa il 20% del prodotto. In Italia al primo posto cè Vog (mele di pianura dellAlto Adige) con 600mila tonnellate, quindi Melinda e Vip (mele della val Venosta) con 300mila a testa, quindi Trentina. Valentina dichiara 25mila tonnellate, ma da stime Assomela viaggia tra le 15 e le 18mila.
Lanno scorso si è deciso di lanciare From, marchio delle cooperative del Trentino-Alto Adige, allo scopo di vendere congiuntamente sui mercati indiano e russo. Come sta andando lesperienza?
La prima stagione è andata bene, superando le 20mila tonnellate di vendita. Come frutticoltura italiana abbiamo riconquistato le posizioni precedenti alla crisi russa, mentre i concorrenti hanno perso. From dà anche la possibilità di studiare tante nuove idee.
Torniamo in Piana Rotaliana. La crisi LaVis sca non permetterà la costruzione delle nuove celle frigo a Mezzolombardo (ex Sor), questo avrà ripercussioni negative sulla commercializzazione di Trentina?
No, nessuno smantella, anzi coordinando con le altre linee di lavorazione si può fare di più. Basti pensare che nellultimo anno a Mezzolombardo è stato lavorato un 15% in più di prodotto.
Come è stato venduto il raccolto 2009? La campagna 2009 è cominciata con giacenze, vista la produzione elevata e prezzi molto bassi per tutti. A giugno 2010 siamo riusciti a terminare tutte le scorte, con ricavi complessivi per 45 milioni di euro.
Quali sono le prospettive per le mele che vengono raccolte in questi giorni? NellEuropa a 27 cè un calo di produzione dell11% rispetto al 2009. Ci apprestiamo quindi ad avere condizioni positive di mercato. Il conferimento sarà minore, con pezzatura più piccola soprattutto nella valle dellAdige.
Una previsione invece sul lungo periodo? Dipenderà molto dalla crescita economica nei paesi dellEst Europa. Noi abbiamo qui la forza del distretto, di 80 Km nei quali si concentra tutta la produzione. Dobbiamo puntare a presentarci con sei varietà competitive.
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Mattia Frizzera