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Ricerche nel web, ecco la sfida trentina


 TRENTO. Continua la sfida trentina a Google. Il progetto europeo coordinato dall’Università di Trento, finanziato dall’Unione europea con 5,1 milioni di euro, si è concluso un mese fa, ma l’esperienza intrapresa non finirà qui. Anzi. Le prospettive all’orizzonte sono moltissime, ma andiamo con ordine. Il progetto Okkam, coordinato dall’Università di Trento, ha coinvolto 12 partner europei di primissimo livello, tra i quali Sap (la più grande software house europea), Elsevier B.V. (una delle maggiori case editrici scientifiche), Ansa (la più importante agenzia di stampa italiana) e molte università di prestigio. L’obiettivo del progetto, coordinato dal poliedrico professore Paolo Bouquet (laureato in filosofia a Milano, docente di Economia e Scienze cognitive a Trento e Rovereto e professore associato a Informatica a Povo), era quello di dare un’applicazione finalmente efficace al semantic web, un’evoluzione pensata per esprimere conoscenza su internet e rendere la rete più intelligente di quanto non lo sia ora. Attualmente, infatti, un motore di ricerca come Google risponde a una domanda con tanti documenti scollegati tra loro. L’idea di Bouquet e di Okkam è quella di fare in modo che il web risponda a una domanda come fa un database. Nel modo il più possibile netto e preciso. Okkam si proponeva di trovare per il semantic web un sistema centrale unificato per dare un nome comune (codificato) ad ogni oggetto. In questo senso un primo, importante passo è stato fatto, come spiega il professor Bouquet. «Abbiamo messo a punto l’ENS (Entity Name System), una piattaforma aperta e libera, in uso nel web, che contiene 12 milioni di entità codificate». Ci sono comuni, fiumi, montagne, persone e organizzazioni che hanno una pagina in Wikipedia. Come si diceva, un primo passo verso un web più intelligente. Ma il risultato più importante ottenuto è probabilmente il motore di ricerca Sig.ma. Una sorta di Google più sofisticato. Se scrivi “Trento”, non ti arrivano documenti scollegati tra loro, ma una sorta di “ricerca” molto ricca, con tutte le fonti.
 Okkam, però, non intende fermarsi qua. Il progetto è finito, ma la sfida continua. Concretamente. Ad esempio, questo sistema è stato provato con Trentino Riscossioni per rendere più rapidi ed efficaci gli accertamenti. Non solo. Okkam è sbarcato anche negli States. A Manor, in Texas, questo sistema dei “codici” è stato applicato in diverse zone della città. Ad esempio, sono stati “codificati” tutti gli animali domestici così se uno dovesse perdersi può essere immediatamente identificato. Ed il sistema è molto più economico rispetto al microchip. Molte altre città americane sembrerebbero interessate al “sistema-Okkam”, tra le quali anche New York. Il futuro, insomma, è roseo. «Attendiamo l’ok per lo spin off - conclude Paolo Bouquet - ma il nostro obiettivo da una parte è quella di sviluppare la piattaforma libera sul web e dall’altra fare business con le realtà interessate».
 

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- Jacopo Tomasi

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