21 febbraio 2010 —
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Provincia
CLOZ. «Il punto di vista di Brez è di pari importanza di quello di Cloz, ma è chiaro che non state lavorando per il bene dei vostri figli, se trascurate gli aspetti didattici». Così ha esordito la dirigente scolastica Pasqua Cinzia Salomone nellincontro sul futuro delle scuole elementari di Brez e Cloz, svoltosi nella sala polivalente di Cloz, con presenti numerosi cloziani e solo cinque genitori di Brez. Il sindaco, Luca Franch, ha illustrato tutti i passi che sono stati fatti in questi anni, per giungere a uno scambio di servizi, e come siano tutti naufragati.
Nelle annuali valutazioni sullapprendimento degli alunni, come ha sottolineato la dirigente Salomone, i bambini della Terza Sponda fanno sempre brutta figura, perché sono sempre sotto la media provinciale; questo dipende dalle pluriclassi che tarpano le ali ai ragazzi, rallentando il loro apprendimento. Non ha senso insomma tenere in piedi due scuole che non sono in grado di preparare adeguatamente i ragazzi ad affrontare gli impegni della scuola secondaria. Le due comunità devono fare emergere una posizione a favore dei bambini. «Il problema si può risolvere chiudendo tutte e due le scuole - ha concluso la dirigente - facendo confluire tutti i ragazzi della Terza Sponda a Revò, ma si creerebbe una lacerazione troppo profonda sul territorio e sarebbe di cattivo esempio per le future generazioni. Mi auguro che alle prossime elezioni questo problema sia una priorità».
«Lamministrazione comunale di Brez ha preso delle decisioni senza interpellarci e adesso vuol far cadere la colpa su di noi, per il mancato accordo - ha detto un genitore di Brez - non hanno tenuto conto che fra Cloz e Brez sono stati fatti ben tre referendum per lo scambio dei servizi, che hanno dato esito positivo». Livio Angeli di Cloz chiede una raccolta di firme a Brez e a Cloz da portare in Provincia per sollecitarla ad intervenire sul problema, prima del 21 aprile, data di scadenza del termine per laccesso al mutuo di 1.200.000 euro finalizzato alladeguamento delle strutture esistenti per lo scambio dei servizi. (c.a.f.)