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Un censimento sulla qualità dell’acqua di falda

 ROVERETO. La Protezione ambiente sta censendo le varie attività di prelievo di acque di falda da parte delle aziende dell’area industriale roveretana. Per la verità una mappatura esatta dei vari pozzi c’è già, ma la raccolta informazioni serve anche per sapere se sono stati riscontrati problemi particolari. La cosa potrebbe essere collegata alla scoperta, risalente al marzo dell’anno scorso, di due pozzi contaminati in zona ai Fiori. Si tratta di due punti di prelievo per irrigazione agricola che pescano non molto in profondità, più o meno al livello della prima falda. C’è dunque l’ipotesi che il problema della contaminazione possa non essere estemporaneo come d’altra parte non ci sono certezze in senso opposto. L’unica sicurezza è che i pozzi d’emergenza per il prelevamento di acqua potabile sono in altre zone e in ogni caso pescano molto più in profondità. Non vi sono, quindi, assolutamente problemi di salute pubblica (anche perché l’acqua potabile per i roveretani è Spino e non ci sono certo motivi per andare a usare quella di falda), ma le indagini per verificare se esistono e di che entità sono gli inquinanti continuano comunque. Da una parte è cominciato il piano di caratterizzazione dell’area più direttamente interessata che consiste in un monitoraggio costante dei pozzi, dall’altra c’è appunto un censimento fra le aziende che utilizzano acqua di falda per i loro processi produttivi su concessione della Provincia. Poiché comunque anche questi prelevamenti sono verificati, incrociare i dati sarà interessante proprio per scoprire eventuali anomalie sulla qualità dell’acqua.