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Cassa integrazione agli sgoccioli


 TRENTO. Piovono pietre sulla classe operaia. Il titolo di un film di Ken Loach rende bene l’idea di come stiano i lavoratori, anche in Trentino, in questo momento. La crisi non accenna a finire, invece la Cassa integrazione straordinaria, ovvero, quella dopo la quale non ci sono, in teoria altri ammortizzatori sociali, è al termine. Per molte aziende, il periodo cruciale sarà in primavera.
 Tra marzo e giugno scade l’anno di Cassa integrazione straordinaria in molte aziende trentine. Dopo di allora, se il governo non metterà i soldi per rifinanziare la Cassa, per i lavoratori si prospettano due strade: la mobilità, ovvero il licenziamento, o i contratti di solidarietà. La speranza dei sindacati è che, nel frattempo la crisi molli un po’ la presa dando un po’ di fiato alle catene di montaggio che adesso sono in crisi di ossigeno per mancanza di ordinativi. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha annunciato la ripresa, ma a guardare i dati sulla Cassa integrazione straordinaria non si direbbe che sia imminente. Dal primo gennaio al 30 ottobre 2009 le ore autorizzate sono state 502.699. Nel solo mese di novembre, invece, sono state autorizzate ben 149.310 ore. Segno che c’è stato un notevole incremento della cassa straordinaria. Potrebbe non dire molto, dal momento che, di solito, le aziende hanno fatto ricorso all’ordinaria. Ma anche i dati relativi a questa forma di ammortizzatore sociale non sono molto confortante. Le ore autorizzate fino al fine ottobre erano state 4.526.196. Una mole davvero imponente che, in proporzione, si è dimezzata in novembre, visto che le ore autorizzate sono state 221.766.
 La Cassa integrazione ordinaria viene autorizzata per un massimo di 52 settimane in un periodo di 24 mesi, poi si chiede al Ministero del Lavoro l’accesso alla straordinaria che dura al massimo un anno. Se ci sono i soldi può essere rinnovata, altrimenti si apre il baratro dell’incertezza. E’ il baratro nel quale si trovano centinaia di lavoratori di imprese trentine importanti che sono in Cassa integrazione straordinaria in scadenza. La più grande di queste aziende è la Glacier Vandervell, ovvero la Mahle, di Trento. L’azienda produce bronzine e boccole per automobili. Ha 301 dipendenti e ha chiesto la Cassa integrazione prospettando 234 esuberi potenziali. Attualmente tutti i suoi dipendenti lavorano una settimana sì e una no. La Cassa integrazione scade a fine e maggio e, se per allora il mercato dell’automobile non si riprende, rischiano il posto da 60 a 120 persone.
 Anche i lavoratori della Marangoni pneumatici di Rovereto non stanno passando un Natale sereno. L’azienda ha chiesto la Cassa integrazione straordinaria per 111 dipendenti. La scadenza è a fine maggio. Altra azienda con molti dipendenti in Cassa integrazione è la Smith international di Scurelle. Per i 92 lavoratori, la rete protettiva scadrà a luglio. Nella stesso mese perderanno la tutela 115 dipendenti della Mariani di Tiarno di sopra. Insomma, arrivano le feste e gli operai, come al solito tirano la cinghia.
 Intanto già altre centinaia di operai si preparano a entrare in Cassa integrazione straordinaria. La Dana di Arco, che ormai ha ridotto da 1050 a 900 la forza lavoro attraverso il mancato rinnovo dei contratti a termine, ha chiesto la Cassa integrazione straordinaria prospettando un esubero potenziale di 450 lavoratori. L’accordo è già stato firmato e si parte da gennaio. Per l’Oleodinamica di Rovereto, 30 dipendenti, la Cassa ordinaria scade a febbraio. In scadenza anche la Cassa ordinaria alla Sata Valsugana, che ha 94 dipendenti. La Sapes di Condino, impresa meccanica che dà lavoro a 70 persone, ha già fatto 40 settimane di Cassa ordinaria, altri tre mesi e poi la straordinaria.
- Ubaldo Cordellini

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