06 dicembre 2009 —
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sezione: Provincia
ROVERETO. Una pièce teatrale che ripercorre le ultime ore di vita di Stefano Frapporti, il suo arresto e la morte in carcere per impiccagione. Lidea è di un ex insegnante di diritto in pensione, Fabio Tittarelli, romano con radici trentine, e la rappresentazione è ormai alle ultime prove. La prima ufficiale sarà il 22 dicembre alla sala Filarmonica, una ricorrenza importante perchè cade a cinque mesi dalla morte del muratore. In scena ci sarà lo stesso Tittarelli, nel ruolo di uno dei due narratori. «Al 90% - spiega - ci basiamo sui verbali delle forze dellordine».
Tittarelli è rimasto molto colpito dalla tragica fine di Stefano Frapporti. «Sono amico di sua sorella Ida, ci conosciamo da molti anni. Ho un forte legame con il Trentino, mia madre era di Vallarsa e ci torno quando posso. Ho lavorato come insegnante di diritto e materie giuridiche e il caso di Stefano mha interessato per le molte lacune e contraddizioni che emergono dai verbali. Allinizio ne volevamo fare un dossier, poi col tempo è nata lidea di farne una rappresentazione teatrale». La materia su cui è stato elaborato il testo lhanno fornita i carabinieri e le guardie carcerarie. «Abbiamo messo in scena ciò che dicono i verbali - spiega Tittarelli - evidenziando come dai documenti ufficiali, per come sono statri costruiti, sia possibile inferire qualsiasi ipotesi. Dalla più banale alla più fosca. Il nostro sforzo è di aprire una serie di scenari possibili su cosa è davvero accaduto in quelle ore». Secondo lautore, dai verbali emergono «troppe stranezze e incongruenze. Ma non vogliamo darne uninterpretazione precisa, non è quello che ci interessa. Ognuno si è fatto la propria idea. Ci limitiamo ad osservare come dalla versione ufficiale possono uscire tante diverse possibilità». Il testo scritto da Tittarelli, è in realtà il risultato «di un lavoro di gruppo, ci tenevo che le scelte fossero condivise con il comitato formatosi allindomani della morte di Stefano». La scelta di affidarsi alle risorse interne per la messa in scena è unaltra scelta forte. «Avremmo potuto rivolgerci ad attori professionisti o dilettanti, forse sarebbe stato più efficace, ma abbiamo preferito inventarci attori e tecnici di teatro, supplendo alle inevitabili carenze tecniche con il nostro entusiasmo». Le prove per ora si fanno il lunedì in una casa privata e il venerdì in una sala pubblica sopra la biblioteca di Isera. Ci saranno anche slide con le ricostruzioni grafiche del vari movimenti di Stefano e un video che ricostruisce i vari momenti filmati sui luoghi della vicenda. Tra gli invitati alla prima, anche i parenti di Stefano Cucchi, morto in carcere a Roma in strane circostanze dopo essere stato arrestato per spaccio.