22 novembre 2009 —
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Provincia
ROVERETO. Un centinaio di persone, amici, parenti e conoscenti di Stefano Frapporti, hanno sfilato ieri sera in centro storico per una fiaccolata in ricordo del muratore di 49 anni morto suicida in carcere poche ore dopo larresto. Ieri ricorreva il quarto mese dalla tragica scomparsa di Frapporti, Cabana, come lo chiamavano da sempre gli amici, era stato arrestato dai carabinieri dopo un controverso inseguimento in via Campagnole. Secondo gli amici di Frapporti, la versione dei carabinieri non sarebbe credibile perchè in palese contraddizione con quanto visto da almeno tre testimoni oculari dellarresto. Sul caso, la magistratura roveretana è orientata a archiviare tutto non ravvisando comportamenti irregolari da parte delle forze dellordine nè delle guardie penitenziarie che avevano appena preso in consegna Frapporti.
Al di là dei giudizi di merito, è indubbio che Frapporti, incensurato prima dellarresto, amato e apprezzato sul lavoro per la sua abilità e onestà, fosse una persona con rapporti di amicizia forti in città. Nessuno lo crede un poco di buono, anche se lo scorso 21 luglio i carabinieri gli hanno trovato in casa un etto di hashish, arrestandolo per detenzione di sostanze stupefacenti. Molti sono anzi convinti che sentirsi trattato come un criminale labbia portato a togliersi la vita. Laffollata manifestazione di ieri, svoltasi senza tensioni, testimonia lansia di verità di parenti e amici, che hanno deciso di costituirsi in associazione.