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Boom a Economia, matricole a quota 700


 TRENTO. La facoltà di Economia dell’Università di Trento ha registrato un risultato importante: quest’anno, per la prima volta nella sua storia, ha il più alto numero di matricole tra le facoltà dell’ateneo. Nel complesso sono 723, con un aumento del 26% rispetto alle 574 dell’anno scorso. Un motivo d’orgoglio per una facoltà che, negli ultimi tre anni, ha visto crescere in modo esponenziale il suo appeal nei confronti di studenti che arrivano da fuori provincia.
 Nel 2007-2008 i non trentini erano il 34%, quest’anno sono il 47%. Negli anni sono cresciuti gli studenti che arrivano dalle province limitrofe (25% contro il 16% del 2007-2008) nonostante a Verona, Vicenza, Brescia e Treviso (per citarne alcune) ci sia una facoltà di Economia; e sono raddoppiati gli studenti che arrivano dal Sud Italia (passati dal 2% al 4%). Dati che il preside Paolo Collini, che ha appena iniziato il secondo mandato al timone della facoltà di via Verdi, snocciola con grande soddisfazione. «Abbiamo attuato una politica di rafforzamento dell’immagine esterna della facoltà e i risultati si sono visti. Anche il test d’ingresso unico con le facoltà di Venezia, Padova, Bari e Palermo credo ci abbia aiutato quest’anno. In ogni caso, abbiamo conquistato sempre maggiore visibilità, nonostante una concorrenza agguerrita, e chi ha deciso di venire qua lo ha fatto perché voleva fortemente frequentare la facoltà di Economia di Trento». La soddisfazione è tanta per una facoltà che da anni è al 2º posto della classifica Censis, ma questo boom di iscritti porta anche dei problemi di spazi. Per accontentare tutti gli studenti, quest’anno, si sono dovute raddoppiare alcune attività. «Per noi è fondamentale garantire a tutti gli studenti un servizio migliore possibile. Deve esserci posto per tutti. E credo che non possiamo andare oltre i 700 immatricolati di quest’anno», ammette Collini. Questo significa che dal prossimo anno tutti i corsi della facoltà potrebbero diventare a numero chiuso. Al momento lo sono quello in Gestione aziendale e quello in Amministrazione e diritto, potrebbe diventarlo anche quello in Economia e management. «Noi vorremmo lasciarlo aperto, ma se il Ministero dovesse stringere i parametri sul rapporto numerosità di studenti/numerosità di docenti allora dovremo mettere anche questo corso a numero chiuso». Si vedrà. Intanto la facoltà, oltre ad aver sottoscritto importanti accordi con l’Ordine dei commercialisti per una maggiore professionalizzazione e con la prestigiosa Scuola superiore di Sant’Anna, punta forte sull’internazionalizzazione. Quattro corsi di laurea magistrale su sette, infatti, dal prossimo anno saranno in inglese. «Era il mio obiettivo quando sono diventato preside e ora ci siamo riusciti. Credo che una business school, per avere appeal sul mercato mondiale, debba puntare su un’offerta formativa internazionale. La strada è giusta: avremo corsi in inglese e molti studenti che arrivano a Trento da tutte le parti del mondo», conclude, orgoglioso, Collini.
- Jacopo Tomasi