martedì 09.02.2010 ore 19.45

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Mori protesta e la Provincia paga

  MORI. Tutto è bene quel che finisce bene. Dopo le vibranti proteste del comune di Mori (e un’interrogazione in Provincia del consigliere della Lega Claudio Civettini) a causa della chiusura del ponte di Ravazzone e il mancato (e non pagato) trasporto di emergenza, la Provincia si piega alle esigenze e richieste moriane. Naturalmente tutti i comuni del piano d’area (Rovereto, Volano, Isera, Villalagarina, Nomi e Pomarolo) sono soddisfatti della scelta provinciale di farsi carico dei costi non indifferenti - 150.000 euro - per il trasporto pubblico. Commenta il sindaco Mario Gurlini: “Anche per le questioni non scolastiche, il trasporto sarà garantito. Lo ha confermato il presidente della Provincia Lorenzo Dellai. Quindi il cerchio si è chiuso, le preoccupazioni che avevamo si sono risolte. Ora non resta che vedere quando effettivamente partirà il servizio extrascolastico, per i lavoratori che si recano a Rovereto in corriera o le casalinghe che vanno al mercato, nei negozi a fare compere.” Presente in aula anche il vicesindaco di Rovereto, Cristian Sala: “Siamo soddisfatti delle scelte provinciali e siamo sicuri che le contromisure al problema del ponte chiuso saranno organizzate in modo puntuale e preciso. Qualche leggerezza provinciale c’è stata, è evidente, soprattutto per quanto riguarda il trasporto scolastico e quello urbano. Fortunatamente anche la quota del sorplus di chilometri verrà assorbita nell’ambito del bilancio provinciale. Una risposta pronta da parte del nostro presidente e di tutta la giunta.” Nonostante le buone notizie, in aula serpeggia ancora qualche malumore, tra i genitori e gli assessori. Una signora residente a Ravazzone si recava al lavoro a Trento, in treno. Prima doveva attraversare il ponte a piedi ora è costretta a prendere la macchina e recarsi a Mori, uscire dal paese, entrare nella bretellina e poi giungere a Mori stazione. Un papà, sempre di Ravazzone, si lamenta del tragitto di 1,2 chilometri dei propri figli per Molina, centro dei trasporti: “Se li devo portare fino a Molina, con quel tanto li porto direttamente a Rovereto. Da soli non mi fido a lasciarli andare, inoltre farà freddo per molti mesi ancora, meglio tenerli al caldo.”  Interviene l’assessore Valter Gazzini: “Il risultato ottenuto è positivo, ma vorrei far riflettere sulla scelta di incentivare il trasporto privato a discapito di quello pubblico. Penso che sia una scelta ovvia quella pubblica, invece la Provincia ha sborsato 300 mila euro per l’A22 gratuita. A che pro?” Anche un operaio si lamenta dell’opzione autostradale: “Non trovo sensata quest’offerta. Chi lavora a Rovereto prende o la destra Adige o la sinistra. Solo chi lavora a Trento può trovare dei vantaggi”. Infine il consigliere Leonardo Zanfei sposta l’attenzione sulla tempistica dei servizi, dato che il vero banco di prova sarà solo nei prossimi giorni, dove se ci saranno, si noteranno maggiormente gli effettivi disagi. (d.t)

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