ARCHIVIO Trentino dal 2004

Maxiconsulenza, la Finanza indaga


di Ubaldo Cordellini
 TRENTO. Supporto alle richieste per l’implementazione delle richieste degli strumenti di project management. Una dizione lunga e un po’ oscura che, però, vale più di 200 mila euro, almeno per l’Azienda sanitaria che ha assegnato consulenze in serie con questo titolo a Rosa Germana Heinrich. Adesso, però, Guardia di Finanza e Corte dei Conti vogliono vederci chiaro.
 Le fiamme gialle nelle scorse settimane hanno chiuso l’inchiesta ipotizzando il danno erariale e il procuratore Salvatore Pilato si avvia ad invitare l’ex direttore dell’Azienda sanitaria Carlo Favaretti a presentare le sue controdeduzioni. Successivamente deciderà se andare a giudizio.
 L’indagine della sezione danni erariali della Guardia di Finanza di Trento ha per oggetto tre consulenze riconosciute alla dottoressa Heinrich. La prima, risalente al 2004, prevedeva un compenso di 40 mila euro per tenere un corso di «project management», ovvero controllo di gestione dell’Azienda sanitaria nei suoi vari ambiti di attività, con un impegno di 38 giorni lavorativi. Insomma, oltre mille euro al giorno di compenso.
 Nei due anni successivi, il compenso è raddoppiato. Alla dottoressa sono stati riconosciuti 80 mila euro nel 2005 e 80 mila nel 2006 per un impegno di circa 3 mesi ogni anno. In questo periodo la consulente doveva seguire l’attività svolta dai funzionari dell’Azienda sanitaria che avevano seguito il corso e l’attuazione dei principi del controllo di gestione. Sulla vicenda aveva aperto un’inchiesta penale anche la Procura della Repubblica di Trento.
 La Guardia di Finanza aveva acquisito presso la sede dell’Azienda sanitaria tutto l’incartamento relativo alla consulenza. Secondo l’ipotesi investigativa, ma al momento si tratta appunto solo di ipotesi, nell’inchiesta sarebbe emerso che la Heinrich non avrebbe avuto particolari titoli per vedersi assegnata una consulenza così onerosa.
 Secondo quanto segnalato dalle Fiamme gialle alla Procura regionale della Corte dei Conti, la dottoressa austriaca non poteva vantare esperienze o studi approfonditi in materia di project management. Inoltre, la Finanza ha accertato che la Heinrich aveva tenuto solo una parte delle lezioni del corso nel 2004. L’altra parte era stata tenuta da un funzionario interno che aveva un grado di preparazione, almeno sulla carta, simile a quello della consulente esterna. Da questo, la Finanza deduce che l’Azienda sanitaria poteva affidare al funzionario interno sia la parte restante del corso che il compito di controllo delle attività di project management. Secondo quanto affermato dalla giurisprudenza della Corte dei Conti, le consulenze possono essere affidate all’esterno solo dopo un’attenta verifica delle professionalità interne. Verifica che, in questo caso, non ci sarebbe stata.
 Altro aspetto che viene contestato dalla Finanza è relativo alle modalità di presentazione della candidatura della Heinrich. Secondo quanto accertato dagli inquirenti delle Fiamme gialle, il curriculum vitae della consulente sarebbe stato inviato via e-mail all’ufficio che si occupava di assegnare l’incarico direttamente dallo staff dell’allora direttore generale Favaretti. Adesso la Procura regionale della Corte dei Conti sta valutando i documenti dell’inchiesta e si avvia a chiedere a Favaretti di presentare le sue controdeduzioni. Nel 2007, l’Azienda sanitaria aveva assegnato alla Heinrich, sempre in materia di project management, un’altra consulenza, questa vlta da 96 mila euro. Da ricordare che la stessa Procura della Corte dei Conti ha avviato un’inchiesta sullo stipendio dell’ex direttore generale dell’Azienda sanitaria.

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