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Sociologia, l’ira del rettore per la sexy-lezione

 TRENTO. Vibratori d’ogni forma, raffinate tecniche di piacere e parti anatomiche illustrate fin nel dettaglio. La lezione di sesso svoltasi sabato a Sociologia nell’ambito della manifestazione «Universinversi», ad opera della carnale professoressa Betty, ha davvero risposto a tutto ciò che i molti presenti “avevano sempre voluto sapere sul sesso, ma non avevano mai osato chiedere”. Ma ha anche fatto arrabbiare il rettore, Davide Bassi, che ora interviene con una dura presa di posizione.
 Un lungo comunicato per fare chiarezza soprattutto sul ruolo avuto dalla facoltà di Sociologia, ma anche per stigmatizzare l’iniziativa di sabato e per muovere pesanti critiche ai suoi organizzatori. La prima precisazione: «L’Università di Trento - recita il lungo testo - non ha concesso alcun finanziamento diretto ad Universinversi. Una delle associazioni studentesche della nostra università denominata Poum fa parte del comitato organizzatore di Universinversi e ha ottenuto un finanziamento di 3813 euro nell’ambito del fondo che, come in tutti gli atenei italiani, è destinato a finanziare progetti presentati e gestiti autonomamente dalle associazioni studentesche. Tale fondo è distribuito da un comitato di selezione di cui fanno parte Opera Universitaria, Università e rappresentanti eletti dagli studenti stessi».
 Niente denaro delle casse universitarie alla manifestazione, dunque. Un punto, questo, su cui fare chiarezze era importante ai vertici dell’ateneo dato che, anche quest’anno, non sono mancate critiche feroci per veri o presunti sovvenzionamenti della manifestazione con denaro pubblico. Poi, l’attacco diretto. «Gli organizzatori di Universinversi - prosegue il comunicato - hanno utilizzato in modo illegittimo il logo dell’Università di Trento e del Dipartimento di sociologia e ricerca sociale per pubblicizzare la loro iniziativa. Universinversi ha ricevuto il patrocinio del Centro per gli studi di genere dell’Università di Trento, che però non ha concesso alcun finanziamento, né tanto meno l’utilizzo del logo d’ateneo. In data 12 maggio 2009 l’amministrazione dell’Università di Trento ha provveduto a diffidare gli organizzatori di Universinversi per l’uso illegittimo del logo, segnalando il caso al comitato incaricato di distribuire i contributi per le associazioni studentesche». Una presa di distanza che non lascia certo spazio alle interpretazioni.
«L’Università - commenta alla fine il rettore Davide Bassi - è il posto dove si può liberamente discutere di questioni anche controverse, senza censure preventive e potendo esprimere opinioni divergenti. Spiace che qualcuno voglia utilizzare questo episodio per attacchi di natura politica che mirano a limitare la libertà di espressione, cercando di accreditare presso l’opinione pubblica l’idea che le difficoltà finanziarie delle università italiane siano dovute ad un utilizzo irresponsabile delle risorse pubbliche. Spiace altresì che all’interno degli eventi organizzati presso la nostra sede di Sociologia si sia dato spazio ad iniziative, come quella del “sexy-shop”, che ben poco hanno a che fare con il dibattito culturale ed appaiono azioni di provocazione fini a se stesse».