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Ecco le case trentine per gli abruzzesi

 TRENTO. Non sono vere case in cemento, ma al momento sono certo ciò che più assomiglia all’idea di abitazione dignitosa. Particolare non da poco in un frangente come questo in cui, superata la prima fase dell’emergenza, si inizia a parlare di una ricostruzione che, per quanto veloce, durerà diversi anni. Per rendere quanto più “normale” la vita della popolazione in questo lungo lasso di tempo, nelle prossime settimane la Provincia di Trento acquisterà complessivamente cento prefabbricati in legno e, a partire già dai primi di maggio, inizierà ad installarli in Abruzzo. L’obiettivo è quello di dare un tetto sicuro e soprattutto locali vivibili e accoglienti ad un numero di persone stimato tra le cinquecento e le seicento. Le casette sono antisismiche e di varia metratura: il modello che i tecnici chiamano «M30», ossia una stanza, un soggiorno, una cucina e un bagno per un minimo di 30 metri quadrati, quello «M45» con due stanze, soggiorno, cucina e bagno e superficie minima di 45 metri quadrati, e quello «M60» costituito da tre stanze, soggiorno, cucina e bagno disposti su 60 metri. «Questi - spiega l’ingegner Raffaele De Col, dirigente generale del dipartimento della Protezione civile e Infrastrutture della Provincia di Trento - sono i dati principali, ma le casette potranno essere oggetto di ulteriori migliorie. Ogni edificio, inoltre, sarà dotato di un locale esterno che potrà avere diversi utilizzi. Come quello di lavanderia, ad esempio». Venti di queste confortevoli abitazioni sono già pronte mentre per l’acquisto delle altre 80, il cui costo si aggira attorno agli 860 euro a metro quadrato, la Provincia di Trento, che ha stanziato 4 milioni di euro prelevati dai fondi di riserva, svolgerà altre gare d’appalto coinvolgendo le circa quindici aziende trentine che producono questo tipo di prefabbricati. Che non siano tende o roulotte è lapalissiano, ma i tecnici tengono a precisare che non si tratta nemmeno di baracche. «Per quanto provvisorie - ha sottolineato anche il governatore trentino Lorenzo Dellai - dovranno assicurare per qualche anno un dignitoso riparo alle famiglie colpite dal terremoto». La previsione è quella di completare la messa in posa delle strutture entro il prossimo mese di giugno, garantendo un riparo durante i mesi estivi, ma soprattutto per affrontare il freddo inverno degli Appennini abruzzesi su cui si trovano parecchi dei centri colpiti dal sisma, in alcuni casi completamente rasi al suolo. L’opera di allestimento sarà affidata ancora una volta agli infaticabili vigili del fuoco trentini che, con uomini e mezzi all’avanguardia, si trovano in Abruzzo già dalle ore immediatamente successive al cataclisma.
Uno sforzo notevole, quello Trentino, che vede impegnati istituzioni e numerose associazioni di volontariato. Nel giro di pochi giorni è stata raccolta la disponibilità di 26 tra enti e associazioni ed è prevedibile che altri se ne aggiungeranno nelle prossime ore. Per coordinare queste realtà, ottimizzare i tanti contributi raccolti e avviare progetti mirati di collaborazione con le autorità locali la Giunta provinciale ha creato un “coordinamento” che s’è riunito già ieri mattina. Attualmente fanno parte del “Coordinamento” la Provincia con i settori della Protezione civile e della Solidarietà internazionale e convivenza, la Caritas, la Federazione della cooperazione e Consolida, il Banco alimentare, l’Associazione Nazionale Alpini, la Croce Rossa e il Consorzio dei Comuni Trentini.