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Assistenza religiosa da 80 mila euro

 TRENTO. Tra le consulenze e gli incarichi affidati all’esterno dall’Azienda sanitaria ve ne sono alcuni molto curiosi. La sanità trentina paga anche per il servizio di assistenza religiosa negli ospedali. A Pietro Stablum viene riconosciuto un compenso di 30.857 euro per «l’espletamento del servizio di assistenza religiosa cattolica a favore degli ospiti dell’ex ospedale psichiatrico di Pergine» dal primo febbraio al 31 dicembre 2007. A Mario Busarello è stato riconosciuto un compenso di 23.795 euro per l’assistenza religiosa presso l’ospedale, stesso compenso per Andrae Previtali. Sempre rimanendo all’ex ospedale psichiatrico di Pergine, l’Azienda sanitaria finanzia anche il servizio di pedicure per i suoi ospiti, con un incarico da 6.500 euro affidato a Valentina Pasquale. Sempre agli ospiti della struttura perginese è destinato il progetto di attività manuale pittorica dell’importo di 27.480 euro e affidato a Sabrina Guerra.
 Ma non ci sono solo curiosità tra questi incarichi. Ve ne sono molti che hanno un contenuto prettamente sanitario e medico e che, quindi, potrebbero essere svolti in maniera soddisfacente da personale interno dell’Azienda sanitaria. In particolare vi sono incarichi da 43.300 euro per prestazioni di fisioterapista o lavori il cui oggetto viene indicato genericamente come attività infermieristiche. Come se l’Azienda sanitaria non avesse alle sue dipendenze infermieri o fisioterapisti. Incarichi dello stesso tipo ne sono stati affidati per servizi medici. In particolare, al dottor Paolo Galli sono stati riconosciuti 113 mila euro per le prestazioni di ginecologo. Al dottor Stefano Vianini, invece, sono stati riconosciuti in due tranches 112 mila e 500 euro per un incarico di medico radiologo. Non mancano 50 euro spesi per lezioni di educazione sessuale e socio-affettiva nelle scuole della Bassa Valsugana, ma ci sono anche 5.103 euro spesi per «attività di consulenza nell’ambito del progetto di personalizzazione degli orari e di telelavoro». Ci sono anche altri incarichi libero-professionali per medici e infermieri che hanno prestato la loro opera presso vari servizi dell’Azienda.

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