30 dicembre 2008 —
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sezione: Cronaca
TRENTO. Trento perde lo scettro di città più vivibile dItalia e si piazza al quarto posto del consueto dossier del Sole 24 Ore. Un balzo indietro di tre posizioni rispetto al 2007, alle spalle di Aosta, Belluno e Bolzano, che mette in risalto un aspetto singolare: i trentini sono ricchi (sesti per tenore di vita), ma infelici. La classifica della soddisfazione personale ci vede infatti al penultimo posto, davanti solo ad Avellino. Pochi timori sulloccupazione e sulla sicurezza, mentre preoccupa il carovita, nonostante linflazione nella nostra provincia sia la più bassa dItalia.
Il trend. Il dossier sulla qualità della vita realizzato dal Sole 24 Ore vede Trento perdere la prima posizione, conquistata da Aosta, e scivolare al quarto posto. Un risultato che ci riporta tra gli umani, dopo lexploit dello scorso anno, e ci allinea ai risultati degli anni scorsi quando Trento si piazzò quarta nel 2006, ottava nel 2005, terza nel 2004 e nel 2002.
Ricchi ma infelici. Il Pil pro capite per abitante resta alto (27.853 euro) e ci permette di avere un tenore di vita sui livelli delle città più ricche del Paese come Milano, Trieste, Varese, Reggio Emilia ed Aosta anche perché i depositi bancari per abitante ammontano a 15.063 euro, cifra che vale il nono posto nella classifica complessiva. Da sottolineare anche che nella nostra provincia, nonostante ci sia preoccupazione sul carovita e la percezione che le spese aumentino, i prezzi sono cresciuti meno che nelle altre regioni dItalia (indice di inflazione allo 0,87), dato che ha permesso alle famiglie di spendere senza troppe preoccupazioni (1.392 euro di spesa pro capite, 14º posto), anche perché fortunatamente in Trentino la disoccupazione è fisiologica (il rapporto tra gente in cerca di lavoro e forza lavoro è del 2,9%, dodicesimo posto), nonostante il costo della casa sia tra i più alti (3.120 euro al metro quadro per un locale in semicentro, cifra da grande città) e limporto medio delle pensioni non si avvicini al top con 737 euro. Insomma, tutto bene? Certo i soldi non mancano, ma non tutto si può comperare. Non bastano, ad esempio, a regalarci la felicità. Un po come disse Bob Kennedy, che riteneva il Pil inadeguato a misurare il benessere di una nazione. E così scopriamo dessere i più infelici dItalia, assieme agli abitanti di Avellino. Nel dossier, infatti, cè anche una classifica sulla soddisfazione individuale, una sorta di indice di felicità: Bolzano è prima con 25,6, davanti a Treviso e Ravenna. Trento è, appunto, penultima con 5,9.
Lavoro vs tempo libero. Forse perché si dedica molto tempo al lavoro e meno al relax. Loccupazione dei giovani, infatti, è tra le più confortanti dItalia (33esimo posto, al 73,2%), la percentuale di chi è in cerca di lavoro è ferma al 2,9% e le imprese che hanno chiuso tra lottobre del 2007 ed il settembre del 2008 sono 7,69 su 1.000. Coi venti di crisi che soffiano non cè male. Scarseggia, però, lofferta per il tempo libero. Anche se siamo al secondo posto per indice di sportività (dietro a Firenze), le proiezioni al grande schermo ci relegano al 66º posto, i concerti (nonostante larrivo di big come Bob Dylan che ha suonato in giugno al Palazzo delle Albere) al 34º posto e la diffusione di bar e ristoranti al 25º posto.
Clima, ambiente e servizi. Nemmeno il clima aiuta il buon umore e quindi la felicità. Se Imperia è la città con la minor escursione termica (13,80 gradi di differenza tra mese più caldo e più freddo), forte del clima temperato della riviera ligure, Trento è allopposto con 21,4 gradi di differenza. Ci può consolare, però, la pagella ecologica che ci vede al terzo posto dietro a Belluno e Siena: laria che respiriamo non è pessima come a Frosinone, Ragusa, Catania o nelle metropoli come Napoli, Milano e Roma. La presenza di infrastrutture ci vede al 74º posto, gli incidenti stradali a metà classifica, il tasso di dispersione scolastica (0,7 per cento) al decimo posto, la velocità della giustizia al quarto.
Criminalità e sicurezza. A proposito di giustizia, la criminalità non fa paura ai trentini, che dichiarano di sentirsi più sicuri degli altri abitanti dello stivale. E i dati, in parte, lo confermano. Borseggi, scippi, furti in casa, rapine e criminalità giovanile ci vedono in media col resto dItalia, mentre le denunce di furti dauto sono decisamente basse (5º posto).
Demografia. Infine un po di dati sulla popolazione. Gli stranieri sono l8,7% della popolazione, nulla a che vedere con Parma o Asti dove superano il 22%. Come nascite ci posizioniamo a metà classifica, stesso discorso per quanto riguarda il rapporto tra giovani ed over 65. Linvestimento in formazione ci vede al trentesimo posto: ogni 1.000 giovani tra i 25 ed i 30 anni, i laureati sono 69,85.
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Jacopo Tomasi