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«Latte crudo, in Trentino non ci sono pericoli»


 TRENTO. «Nessun timore per il latte crudo trentino, subiamo controlli minuziosi almeno quattro volte al mese. L’allarmismo viene scatenato dalle industrie che vogliono smantellare il sistema». Replica così il direttore dela Coldiretti del Trentino, Danilo Merz, all’ipotesi da parte del governo di bloccare la vendita di latte crudo nei distributori automatici in seguito ai casi di gravi infezioni (non nella nostra provincia) provocate da un batterio nei bambini.
 I nove casi finora collegati al latte crudo hanno fatto scattare l’allarme in tutta Italia, ma a Trento l’amministrazione comunale ha risposto così: discolcando un distributore automatico di latte appena munto propprio all’interno di palazzo Thun in occasione della mostra «Cibo a km zero».
 La Coldiretti blocca così sul nascere le polemiche e smorza gi allarmismi che si sono venuti a creare dopo la segnalazione di nove casi della sindrome emolitica uremica (Seu), una grave infezione che nei bambini può causare il blocco renale fino a portare alla dialisi, collegata all’infezione causata dal batterio Escherichia coli O157, che può essere presente negli animali da latte e trasmettersi all’uomo attraverso il latte non pastorizzato o non bollito. Finora sono nove (sei nel 2008 e tre nel 2007) i casi di sindrome emolitica uremica che gli esperti del ministero del Welfare collegano al latte crudo. Ma Merz è ottimista:»Ci faranno semplicemente applicare la scritta che il latte crudo, prima di essere bevuto, deve essere bollito - continua Merz - anche se il latte bollito è meno saporito e perde tutte le proteine e le vitamine nella pastorizzazione. Vendere latte crudo significa anche accorciare la filiera, rispettando l’ambiente e risparmiando».
 Secondo la Coldiretti non c’è nessuna controindicazioni nel bere latte crudo. «Subiamo moltissimi controlli - continua - anche se questo allarmismo può danneggiare l’immagine degi allevatori. Devo dire che comuque anche dopo la tubercolosi bovina, il consumo di latte è raddoppiato, ora si bevono 220 litri solo a Trento». Questo a dimostrare che i trentini non hanno paura e quotidianmente si recano presso i 25 distributori del Trentino per acquistare il latte. L’ultima stoccata di Merz è nei confronti delle industrie di produzione e di ditribuzione di latte pastorizzato: «Sono loro che creano allarmismo per bloccare la vendita diretta da allevatore a consumatore. A livello nazionale la grande distribuzione ha perso il 35% di fatturato dopo l’arrivo dei distributori automatici». Ma resta ancora tutto da decidere. Per mercoledì 10 dicembre è stato convocato un vertice fra il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, e il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, per decidere sull’opportunità di applicare la dicitura «da bollire» sul latte crudo.
- Marzia Bortolameotti