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Tremonti: «Comprate Bot e Cct»


 ROMA. Solido, assolutamente solido. Il debito italiano non corre alcun rischio di fare la fine di quello dell’Argentina. Lo dice il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, a Porta a porta, lo conferma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lo ripete il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. I bond tedeschi allungano il passo nel rendimento (ora sono avanti a noi dell’1,4%).
 Ma il ministro Tremonti non esita un solo momento: «Comprate i titoli di Stato italiani che sono la cosa migliore del mondo. Bot e Cct sono la cosa più sicura e più solida».
 Tremonti deve lanciare un messaggio forte e chiaro ai risparmiatori anche perché il 10 dicembre c’è un’asta di titoli di Stato (Bot trimestrali e semestrali) per un valore complessivo di 11 miliardi e le dichiarazioni sul rischio bancarotta (poi smentite) del ministro Sacconi non hanno fatto bene. «Il debito pubblico - chiarisce Tremonti - va considerato con la necessaria prudenza, io non ho alcun timore sono solo prudente. E’ giusto che i giornali facciano le loro critiche, ma non andiamo oltre perché se hanno un atteggiamento distruttivo, di boicottaggio, non è che danneggiano il governo, danneggiano loro stessi». Sempre a Porta a porta parla di altri interventi di sostegno all’economia e alle famiglie, di «arricchire i fondi se si trovano risorse». Poi considera «necessario» che i fondi europei vadano agli ammortizzatori sociali.
 In mattinata Tremonti aveva riunito il Comitato per la salvaguardia della stabilità finanziaria. Il governatore della Banca d’Italia, annunciato, non era presente perché impegnato alla Bce. «Il Comitato - dice la nota - ha esaminato i recenti andamenti di mercato e le autorità di supervisione hanno riferito per ordine alla sostanziale solidità del sistema bancario e assicurativo italiano e alla sua capacità di fare fronte alla crisi finanziaria in atto». Uscendo Tremonti dice anche altro: «In Italia non ci sono state finora crisi bancarie e la Banca d’Italia ha sempre escluso rischi di questo tipo. Noi abbiamo sempre avuto fiducia nei loro dati».
 Le autorità presenti alla riunione erano Consob, per la Borsa, Isvap per le assicurazioni, e la stessa Banca d’Italia (rappresentata dal direttore generale Fabrizio Saccomanni). Tremonti ha chiesto all’Istituto di via Nazionale di vigilare sul credito concesso dalle banche alle imprese. «Siccome il decreto legge anticrisi prevede che il governo informi il Parlamento sugli effetti delle obbligazioni bancarie sottoscritte dal Tesoro per le imprese, ho chiesto alla Banca d’Italia di fornire i dati sul credito alle imprese per vedere se c’è stata o no una stretta, per capire se quei soldi vanno davvero alle imprese, perché devono andare lì e non alle banche. Serve un’informativa trasparente su quei soldi, mese per mese, disaggregata per Regione».
 Risparmio solido, titoli di Stato appetibili, misure anticrisi già decise. «Abbiamo fatto il massimo possibile - dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi - Non ci sarà nessuna modifica alla Finanziaria per i prossimi tre anni, siamo orgogliosi di questo atto assolutamente innovativo». Poi il richiamo ad avere fiducia e la sparata contro le Cassandre: «Se i cittadini non subiranno l’influsso della filastrocca dei media e della sinistra eviteremo che continui il circolo vizioso del pessimismo. Altrimenti la crisi sarà di alto spessore. Ora dipende dai consumatori e anche i media potranno darci una mano».
- Alessandro Cecioni