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Il festival chiude oggi con un evento speciale dedicato al Tibet

 ROVERETO. Nella sua giornata conclusiva, oggi, Oriente Occidente dedica uno spazio particolare al Tibet e lo fa con l’evento “Tibet libero” organizzato in collaborazione con il Consiglio della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige e con l’Associazione Italia-Tibet. Si tratta di un incontro conferenza dal titolo “Libertà per il Tibet”, ospitato alla Fondazione Opera Campana dei Caduti sul Colle di Miravalle a partire dalle ore 20.30, al quale parteciperà Tseten Samdup Chhoekyapa, rappresentante in Europa del Dalai Lama, e Günther Cologna presidente dell’Associazione Italia-Tibet.
 Al termine di una pausa per ascoltare i rintocchi di “Maria Dolens”, circa alle 21.40, si potrà assistere alle danze e melodie sacre proposte dai monaci tibetani del monastero di Gaden Jangtse (Karnataka, India) che si esibiranno indossando i costumi tradizionali e che, al termine, proporranno anche una preghiera-meditazione.
 Una scelta quella di “Tibet libero” dettata dalla volontà di non tralasciare anche le culture che si confrontano quotidianamente con quel grande complesso culturale, economico, politico ormai noto a tutti come Cindia. Tra queste non poteva ovviamente mancare il piccolo stato asiatico al centro di una lunga querelle internazionale, che con la Cina ha in sospeso questioni di natura politica salite alla ribalta anche recentemente, durante i Giochi Olimpici, e che con l’India ha invece un rapporto di amicizia.
 lo sguardo lanciato quest’anno dal festival a Levante, a quanto di meglio prodotto in questi anni dal mondo della danza indiano e cinese, non poteva tralasciare di soffermarsi anche su quelle culture che si confrontano quotidianamente con quel grande complesso culturale, economico, politico ormai noto a tutti come Cindia. In particolare non poteva mancare quella particolarissima espressione di identità politica e religiosa che è il Tibet e che con l’India e la cina condivide ormai da anni parte del proprio destino. Con la prima perché il governo in esilio del Tibet risiede a Dharamsala, con la seconda per i noti fatti che ormai da oltre cinquant’anni sono al centro del dibattito internazionale e sono saliti agli onori della cronaca anche durante gli ultimi giochi olimpici.