10 settembre 2008 —
pagina 21
sezione: Cronaca
TRENTO. In Trentino l80% degli adolescenti è presente su internet, dove gestisce un blog o una pagina personale. In Italia quasi il 10% della popolazione è iscritto ad almeno un social network, il che significa oltre 4 milioni e mezzo di persone. Al nord la percentuale lievita e nel Triveneto sfiora il 20%.
Il social network per eccellenza, MySpace, è stato recentemente superato da Facebook, che gestisce oltre 136 milioni di iscritti in tutto il mondo. Si sta riscontrando una sempre maggiore differenziazione per zona geografica. LItalia ha dato vita al fenomeno Badoo, diffuso soprattutto al centro sud ma in crescita esponenziale.
Un conteggio delle utenze in ambito locale è reso impossibile, oltre che dal continuo incremento delle registrazioni, anche dalle diverse modalità di login da un sito allaltro. Alcuni social network non richiedono di specificare la provincia e/o (Facebook ne è lemblema) non permettono una ricerca dedicata. Altri, come MySpace, consentono di indicare luoghi di fantasia (Lisola che non cè, La terra di mezzo). Badoo, che suddivide per provincia, conta ad oggi 12962 iscritti trentini, di cui 1881 nel capoluogo.
A ricoprire il ruolo di primatista nella nostra regione non sono però nè i rinomati MySpace e Facebook, nè litaliano Badoo. E invece di Netlog, rete ideata nel 2006, che ha già raccolto più di 34 milioni di iscritti. «Il fenomeno Netlog - spiega Luca Cattoi, presidente di Graffiti 2000 e dei Giovani Imprenditori di Confindustria, che da tempo sviluppa social network - è nato nelle scuole superiori. A differenza di Facebook, fondato nei college statunitensi».
Secondo Cattoi i trentini che frequentano o aprono i social network sono di due tipologie: «Alcuni vogliono creare dei punti di riferimento per la propria zona. Si tratta di social network con affluenza limitata e settoriale, ma fortemente identitaria». Lo stesso Cattoi, attraverso la sua azienda Graffiti 2000 ne ha creati molti, tra cui Fiemme Tribù che conta un centinaio di affluenze. «Altri - continua - preferiscono dare vita a gruppi interni alle reti internazionali, in unottica di apertura al mondo. Tra queste applicazioni se ne trovano molte dedicate al Trentino.
Su Facebook il gruppo I am Trentino in soli 4 mesi ha raccolto 709 iscrizioni. Ancora più frequentato, Un grado di separazione. Lesperimento trentino (1616). Più localizzati, Trentino mon amour (277), Mi son nones (90), Val do sole Club (81). Su Netlog lapplicazione trentina più cliccata è Trentino 4ever. 991 gli iscritti, 65 i blog aperti allinterno della sezione e 147 le foto della nostra provincia, postati nellarea di gruppo. Si spazia poi dai gruppi più generici come Alè alè Trentino (107 membri) a quelli settoriali come Dj Trentini (17). Molti anche quelli a stretta territorializzazione, da Falange nonesa (56) ad Abitiamo a Cristo Re (27). Cè anche qualche nota politica come Trentino austriaco (35) che propone di rimediare alla pessima politica italiana annettendo allAustria la nostra regione.
Mettersi in contatto con amici lontani, condividere materiale multimediale, organizzare eventi. Ma anche scoprire nuovi aspetti degli altri e rivelarne di sè. Ad onta delle sempre più restrittive limitazioni sulla privacy, sui social network emerge la voglia di raccontarsi. Questo fenomeno dilagante sul web, è una realtà che ha ormai preso piede anche nella nostra regione. Gestirli è semplice e divertente. Attraverso la propria pagina, spesso corredata di foto e dati, ci si mette in contatto con persone conosciute nella realtà o virtualmente, creando catene di contatti sempre più ampi.
La controindicazione maggiore, aggirabile prestando un minimo di attenzione a non «condividere troppo» è costituita dai furti di identità. «Inserendo dati strettamente personali- spiega Cattoi - si rischia di fornire ai frequentatori le risposte di accesso a siti protetti. Ovvero quelli che permettono di aggirare lo scoglio password ponendo quesiti personali».
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Sara Ravanelli