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I fiori di De Feo per la palazzina Liberty

 TRENTO. Il primo appuntamento di “Fuori Luogo”, progetto di arte urbana curato da Duccio Dogheria e Federico Mazzonelli in occasione della biennale d’arte Manifesta 7, vedrà all’opera Michael De Feo.
 L’artista, da oltre 15 anni tra i principali esponenti della street-art newyorkese, sabato e domenica dipingerà con il suo inconfondibile alfabeto floreale le porte murate della Palazzina Liberty in piazza Dante, costruita nel 1920 da Pio Giovannini e in origine utilizzata come albergo diurno.
 L’inaugurazione ufficiale di Fuori Luogo è comunque fissata all’11 luglio, alle 18, nella Sala degli Affreschi della Biblioteca Comunale di Trento in via Roma. In quell’occasione, verrà proiettato assieme ad altri video un documentario sull’artista, che testimonierà la sua variegata produzione, dalle opere di street-art (murales, stencil, adesivi e altri interventi urbani) ai lavori su tela, caratterizzati da un linguaggio fortemente astratto-espressionista, fino alla produzione di libri illustrati per l’infanzia.
 I prossimi appuntamenti di Fuori Luogo volti alla riqualificazione urbana attraverso interventi artistici di pittura murale saranno con Laurina Paperina (www.laurinapaperina.com), attesa a Trento, in piazza Garzetti, dal 5 al 7 luglio; con Blu (www.blublu.org) a Rovereto, nell’area ex Bimac in via Lungo Leno sinistro a fine giugno; con Ericailcane (www.ericailcane.org) ancora all’ex Bimac e sempre a fine giugno.
 Dall’11 luglio al 27 settembre, Fuori Luogo trasformerà il centro storico di Trento e un’ex fabbrica di Rovereto in un percorso assieme visivo e poetico, lungo il quale gli artisti con diversi stili e tecniche: dal gigantesco Pinocchio intrappolato nel cemento presentato da Luca Coser, al luminoso intreccio multicolore, fatto con materiale riciclato, di Enrica Borghi; dall’inusuale orizzonte di Alessandro Piangiamore, creato da un arcobaleno e da una pozzanghera rovesciati, all’altalena utopica di Diango Hernandez, sospesa nel vuoto tra due vecchi pali della luce; dal video di Paolo Piscitelli, all’operazione effimera di Federico Pietrella; dal muro di bottiglie di Giuliano Orsingher, al teschio/giocattolo (riferimento alla peste che imperversò nel 1630 a Trento) presentato da Marco Fantini, fino all’ambiguo strumento di misurazione (una livella gigante e deformata) che Simone Racheli ha proposto di collocare all’interno del Palazzo del Tribunale.
 Altro intervento all’interno di una struttura pubblica (la Biblioteca Comunale di via Roma) è quello del Collettivo Raudì: Tatiana Festi, Rosario Fontanella e Federico Lanaro hanno manipolato questo luogo amato da studenti e bibliofili, trasformandone la sala principale in una piscina all’aria aperta.