Trentino — 10 giugno 2008
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sezione: SPETTACOLOCULTURA E SPETTACOLI
TRENTO. Ai Vetrozero, band-rivelazione tutta trentina lonore di aprire il concerto di sabato in un Cuminetti caloroso e gremito per latteso ritorno di N.A.N.O. - al secolo Emanuele Lapiana. Una serata di forti emozioni, note vibranti sul palcoscenico lunare sapientemente bagnato da effetti di luce e sonorità pulite. Si comincia con Vetrozero, biglietto da visita della giovane band dal repertorio più classico dei cinque, che non lascia spazio né a presentazioni, né a dubbi: lo show acustico è raffinato nei giochi ritmici, che fondono le voci di pianoforte (Jacopo Mazzonelli.) e chitarra (Glauco Gabrielli, Alessio Zeni) con Jacopo Valenti al basso e le percussioni di Daniele Bonvecchio; così come nelle scelte tematiche - intime, riflessive e introspettive - coniugate da prove lessicali delicate e convincenti. Tra Contagocce, new-entry nel repertorio di casa (fra i titoli dellalbum in prossima pubblicazione) e Pellicola, i Vetrozero non si fan mancare proprio nulla: per Io+solo-vivo le morbide atmosfere del saxofono vanno ad abbracciare il sound acustico che scivola, brano dopo nota, parola dopo parola, in Grisù, Ermodinamica,Soffiando e ancora Treno freno. Fino al più delicato e azzeccato epilogo di Ninna-nanna, sfumato in pianoforte e voce, testamento sentimentale della band per i fans. La seconda parte è tutta per N.A.N.O., ritorno in grande stile. Il palcoscenico si fa luce e ritmo inondato da ricercati effetti elettronici, suoni sperimentali, timbri alternativi e sonorità vibranti, che graffiano la professionalità e la profondità del sound del leader: quella che fa di N.A.N.O. un vero e proprio marchio di stile. Il songwriter, già leader dei COD - probabilmente il miglior gruppo trentino di sempre nellambito del rock alternativo - non smentisce le attese attingendo a piene mani dallacclamato lavoro Mondo Madre (uscito nel 2007 per letichetta Fosbury) accompagnato da tre ottimi musicisti. E un dialogo quello che Emanuele intesse dal palco, magnetico, concreto e sofisticato nei testi, come nellimpatto scenico. E lo spazio del concerto vale il plauso del pubblico, che ne apprezza brani come Nano svizzero (Il prossimo brano riguarda me, ma anche alcune persone presenti: ho sempre un ritardo cronico) che esordisce con Sono in ritardo, amo il ritardo e lui ama me; diretto e incisivo si evolve inCanzone di cemento armato, cornice ideale per esprimere la necessità di non arrendersi mai; ancora, dolce e realistico, imbocca la strada di Anna, per tornare a parlare di amore,quello che a volte si fa difficile. La N.A.N.O.-band non sbaglia un colpo e assesta quello finale deffetto sulle note di Idalì - Italia in cinese - che affronta il tema più che mai attuale della criminalità organizzata vista dallesterno, anzi dallestero. E proprio bello tornare a casa, ragazzi, confessa un compiaciuto Emanuele. E ci si augura sia tornato per restare.
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Sara Losa