03 maggio 2008 —
pagina 13
sezione:
Cronaca
TRENTO. «Per il Pd primarie subito. A tutti i livelli e senza reti di protezione». E chiara la ricetta per il nuovo soggetto politico, ora sdoganato anche dalla Margherita, di Remo Andreolli. Il segretario uscente dei Ds ipotizza entro la metà di giugno una grande consultazione popolare: «Il Pd deve nascere anche qui con le stesse regole del resto dItalia. Senza alcuna paura di essere giudicati dallelettore, dal simpatizzante». Ai primi di settembre, con organismi e candidati già selezionati, lassemblea costituente.
Andreolli la Margherita ha finalmente trovato laccordo. Ora cosa accade? «Adesso possiamo costruire in tempi molto rapidi il nuovo soggetto. Quel Partito democratico che cè già nei cittadini trentini: sia perché hanno partecipato in 23 mila lo scorso 14 ottobre alle primarie nazionali, sia perché hanno fatto sì che il Pd alle ultime elezioni si sia rivelato il primo partito in Trentino. Con queste premesse, ora tocca soprattutto radicarlo».
In che modo? «Il nuovo progetto ora va presentato e condiviso con i cittadini, gli elettori, i nostri simpatizzanti. Ma va fatto appunto innestandolo in tutto il Trentino attraverso i circoli territoriali. Il Pd deve essere una grande occasione di partecipazione diretta. In questo senso lindicazione di tutti i candidati deve trovare una forte spinta e legittimazione di carattere popolare».
I tempi sono però strettissimi. Ce la farete? «Non cè dubbio il poco tempo che abbiamo a disposizione prima dellimportantissimo appuntamento di ottobre va utilizzato dedicando ogni energia per parlare con i cittadini. Non si deve fare lerrore di sprecare i giorni con un dibattito tutto interno, che si avvita su se stesso».
La scaletta con cui vi muoverete? «Dovremo fare partire subito, la settimana prossima un comitato promotore. Ma non si parte, per fortuna da una tabula rasa, visto che nel resto dItalia si sono già attivate tutte le varie forme organizzative. Dobbiamo dunque partire da quanto è già stato prodotto dal Pd, adattandolo alla nostra realtà. Ma la cornice è già stata strutturata, sia a livello di provinciali che di regionali. Il comitato promotore dovrà gestire questa breve fase transitoria, soprattutto per coordinare lavvio dei circoli su base territoriale. Dando le regole per lassemblea costituente, per lelezione degli organismi e per la selezione dei candidati».
Quindi organi del Pd e candidati per le provinciali da individuare assieme, nella medesima giornata? «E necessario muoversi a questo modo. Sarà una grande giornata per la democrazia, lopportunità per una mobilitazione, per riprendere contatto con le persone, per renderle realmente protagoniste. Facendo capire alla gente come il Pd non nasce solo come una risposta agli esiti elettorali. Da quello che è accaduto deve trarre frutto, ma con un progetto veramente innovativo e partecipativo.
Un nodo è quello della scelta della segreteria. Gli ex margheritini non farebbero salti di gioia, lhanno già detto, a trovare un ex Ds alla guida del Pd. Il discorso la appassiona o no? «Il metodo innovativo è quello della diretta partecipazione della gente alla scelta. Quindi ora dobbiamo liberarci delle proprie provenienze. Guai a dare lidea che quello che si costruisce è la divisione da fare in base ad uno schema predefinito, da vecchio manuale Cencelli. E questo passaggio alle primarie deve riguardare tutti, senza nessuna rete di protezione. Per nessuno».
Sarà un Pd, oppure qui sorgerà un Pdt, con quella t a marcare la trentinità? «Intanto nasce il Pd poi sarà lassemblea costituente a dire se dovrà esserci una declinazione locale del partito. Il processo parte con le stesse regole del resto del Paese».
-
Gianpaolo Tessari