ARCHIVIO Trentino dal 2004

Materne accorpate? No corale


 CLOZ. La dirigente dell’istituto comprensivo di Revò, Cinzia Salomone, ha illustrato il motivo per cui le scuole elementari di Brez e Cloz, separate, non possono continuare la loro attività, a causa del numero insufficiente di alunni. Attualmente le 3 classi a Brez e le 3 a Cloz sono le discusse pluriclassi. La dirigente ha spiegato: «E’ impossibile allestire un’aula di informatica a Brez o a Cloz. La soluzione migliore è l’accorpamento per una buona gestione delle risorse didattiche e finanziarie. La natalità nella Terza Sponda negli ultimi 10 anni si è ridotta drasticamente: si è passati da 336 alunni agli attuali 162; i nati nel 2007 sono 15 e si riuscirebbe a formare una sola classe. In un paese, quando si chiude una scuola, si avverte un impoverimento culturale».
 I sindaci di Cloz, Luca Franch e di Brez, Mario Menghini, hanno spiegato il piano di accorpamento e scambio dei servizi; hanno già ottenuto 1.200.000 euro di finanziamento dalla Provincia per l’adeguamento delle strutture. Si discute da diversi anni il problema senza giungere a una soluzione. Le amministrazioni comunali avevano anche pensato di acquistare il convento dei padri Antoniani di Arsio, che si trova a metà strada, fra i due comuni, per costruire un unico polo scolastico. L’allora assessore, Tiziano Salvaterra, aveva dato parere negativo, con questa argomentazione: «E’ una follia, non è possibile dismettere quattro edifici scolastici, per finanziare l’acquisto e la ristrutturazione di uno nuovo». Mario Menghini ha sottolineato: «I Comuni di Brez e di Cloz gestiscono insieme, già da diversi anni, alcuni servizi e c’è una buona intesa. E’ naturale che la collaborazione richiede dei sacrifici».
 Per l’accorpamento della scuola elementare sono tutti d’accordo; il progetto si arena alla paventata fusione delle scuole materne di Brez e Cloz. I gestori delle scuole materne sono due enti indipendenti dal Comune. L’ente di Brez afferma: «Noi abbiamo i numeri per continuare la nostra attività e vediamo un sacrificio inutile portare i nostri bambini a Cloz e dismettere la nostra struttura».
 E’ seguita una discussione molto vivace. Michela di Brez sostiene: «Lo scambio di servizi è una soluzione politica, che non è stata ragionata. Le due scuole materne hanno i numeri per andare avanti». Franco Zanoni, di Cloz, presidente della scuola equiparata per l’infanzia, non è dello stesso parere: «Fare un mezzo passo non serve a niente. Si deve fare una scelta coraggiosa. Accorpando i servizi, forse in futuro si potranno anche potenziare, affiancando alla scuola la custodia dagli 0 ai 3 anni».
 La maggioranza dei presenti si è poi espressa a favore dello scambio di servizi.
- Carlo Antonio Franch