Prostituzione, schedati 500 clienti

TRENTO. Burtos, il pancione, ormai era il padrone induscusso della prostituzione che si sviluppava sulla via Sanseverino, dalla funivia di Sardagna sino a via Monte Baldo. Squillo rumene le vittime, in totale cinque, ma sarebbero presto aumentate di numero, sostiene il capo della squadra mobile dottor Roberto Giacomelli che ha coordinato l'indagine che ha portato in carcere 5 persone, due delle quali l'altra sera, cadute nel tranello della poliziotta «squillo» che si è imposta sulle vere squillo provocando la reazione dei protettori. E nel corso delle indagini sono stati 'intercettati" circa 500 clienti delle ragazze.
La trappola ideata dalla polizia ha funzionato. La poliziotta si è presentata due sere fa in via Monte Baldo, a sud di Trento, nel luogo dove già una ragazza romena attendeva clienti. La prostituta ha invitato duramente la nuova arrivata a sgomberare il campo, perché quello era il suo territorio. La poliziotta ha allora chiamato i suoi 'protettori", in realtà erano due colleghi della Mobile, e altrettanto ha fatto la romena, che ha telefonato ai suoi. Al loro arrivo, però, i due romeni hanno trovato la polizia ad attenderli. L'operazione, anticipata ieri dal nostro giornale è stata illustrata ieri dal capo della squadra mobile e da Nicola Gremes, capo della sezione che si occupa di prostituzione, ha cosi concluso un'indagine avviata da due mesi, portando all'arresto di cinque romeni: oltre ai due protettori presi in flagrante, Mario Antonio Dinu, 26 anni, e Costel Chatica, 27, è stato arrestato il presunto capo della banda, Costantin Modjes dettò Burtos' (pancione), 40 anni, Gabriel Gherghe, 22, e una donna, Ana Botezatu, 39 anni. Quest'ultima organizzava gli incontri delle cinque ragazze, che non si limitavano a prostituirsi sulla via Sanseverino ma venivano offerte anche a facoltosi clienti della zona di Bassano del Grappa (Vicenza) come accompagnatrici in viaggi all'estero. In questi casi le tariffe arrivavano da un minimo di 400 euro ad un massimo di 1.500 euro al giorno. Secondo la polizia, nei due mesi di indagine il giro d'affari della banda sarebbe stato di almeno 100 mila euro. Mentre nel corso dei 49 appostamenti effettuati dalla polizia sono stati intercettatti circa 500 clienti. Adesso il pubblico ministero Marco Gallina, che ha coordinato le indagini, ha intenzione di sentirli, almeno alcuni, per ragioni processuali. Nell'inchiesta ci sono altri sei indagati, tutt'ora ricercati, che la squadra mobile di Trento potrebbe arrestare già nei prossimi giorni. Quel che è certo è che l'attività di indagine della squadra mobile ha consentito di sgominare una banda che si è mostrata particolarmente vivace nella gestione della prostituzione cittadina e che in poco più di due mesi si è impadronita di un'intera zona, imponendo il proprio dominio. Per i boss, il Costantin Modjes le ragazze dovevano rendere tra i mille ed i 1500 euro al giorno. Se non rispondevano agli ordini venivano picchiate. Durante il periodo di attività solo una delle ragazze assoldate dalla banda è riuscita ad affrancarsi, scappando con un cliente del quale si è innamorata. Per settimane la squadra mobile ha offerto protezione a quest'uomo, perché il rischio che ci fosse una reazione violenta, ha spiegato Gremes, era tutt'altro che infondato. Adesso nell'occhio degli inquirenti ci sono anche i titolari degli appartamenti, tutti in città, che hanno ospitato la banda.