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Telecom, la nuova coppia


 MILANO. Tutte le previsioni sono state rispettate anche se, alla fine, le indicazioni non hanno avuto voto unanime. Gabriele Galateri di Genola e Franco Bernabè sono stati indicati da Mediobanca, rispettivamente per la presidenza e la carica di amministratore delegato di Telecom Italia.
 In una breve nota, Mediobanca si limita ad affermare che «il comitato nomine e il consiglio di gestione hanno condiviso la proposta». Per la verità, non tutto è filato liscio. Per esempio, il presidente di Unicredit, Dieter Rampl, presente soltanto in videoconfrenza, si è astenuto al momento della votazione. Anche il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, visto il suo ruolo di venditore della quota di riferimento nella società di telecomunicazioni, ha ritenuto opportuno non esprimere alcuna valutazione.
 Con Tronchetti nel “comitato nomine” ci sono il presidente del consiglio di sorveglianza, Cesare Geronzi e il rappresentante dei soci stranieri, Vincent Bollorè.
 Le raccomandazioni espresse da Mediobanca sono state ben accolte dal mercato di Piazza Affari. In una giornata negativa, il titolo Telecom è risalito dello 0,46% a 2,17 euro, dopo aver toccato un massimo a 2,1925 per azione. Il mercato, in effetti, passata la lunga fase di transizione fra i vecchi e i nuovi azionisti di riferimento, attende le mosse del duo Bernabè-Galateri.
 In particolare, per Bernabè si tratta di un ritorno perchè il manager trentino ha già ricoperto quel ruolo in Telecom e lo ha fatto quando era in corso il boom delle telecomunizioni, quando sulla spinta della new economy c’era un mercato da creare e spazi per nuovi protagonisti.
 Nel corso dei suoi anni in Telecom, Bernabè ha subito una sola sconfitta. Era l’aprile 1999 e Roberto Colaninno, con la sua Olivetti, aveva lanciato un’Opa sul colosso delle telecomunicazioni. Per difendere Telecom dall’attacco, Bernabè aveva proposto all’assemblea una fusione «grandiosa, difficile, complicata e innaturale» con Deutsche Telekom.
 Invece l’assemblea era andata deserta e, di lì a poco, era andata in porto l’Opa di Colaninno. Nel maggio 1999 Olivetti era diventata il nuovo azionista di riferimento e Bernabè aveva lasciato l’azienda.
 Il regno di Colaninno, però, era durato solo due anni, fino al luglio 2001, quando, allettato da un’offerta consistente e abbandonato dai suoi amici bresciani, il manager mantovano aveva ceduto la suo quota a Tronchetti e Benetton.
 E’ stato il manager della Pirelli a gestire Telecom fino al settembre 2006 quando, pressato dalle banche e dall’alto indebitamento, anche lui si è fatto da parte per lasciare campo libero, come maggior azionista, agli spagnoli di Telefonica.
 E’, infatti, la spagnola Telefonica ad avere la maggioranza all’interno di Telco, la società (partecipata anche da Mediobanca, Intesa San Paolo, Generali e Sintonia delal famiglia benetton) che controlla Telecom con il 23,59%.
 Sopra il 2% ci sono poi i fondi Brandes con il 4,08%, Hopa con il 3,72% e la famiglia Fossati con il 2,008. Pirelli, dopo aver ceduto Olimpia, è rimasta azionista con una partecipazione diretta in Telecom dell1,36%. Fra i soci di rilievo, troviamo Romain Zaleski, Maple Bank, Banca d’Italia, Bnl, JP Morgan e Fondiaria Sai. Ora è attesa la convocazione del consiglio d’amministrzione di Telecom. Dovrà cooptare i due nuovi manager e, molto probabilmente, riconfermare Carlo Buora nel ruolo di presidente.
- Gigi Furini