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«Non faccia il Savonarola»


 ROMA. «Ho visto che ci sono dei novelli Savonarola: oggi addirittura Luca Cordero di Montezemolo si è proposto come tale, mi piacerebbe sapere cosa significa esattamente». A Franco Giordano, segretario di Rifondazione comunista, la reprimenda del prnesidente di Confindustria sugli eccessivi costi della politica non è andata davvero giù. «Tutto può accadere, salvo che Confidustria sia presa come modello», premette Giordano. Che aggiunge: «Solo dalla Fiat e dalla Ferrari Montezemolo percepisce 7 milioni di euro, più di quanto percepiscono tutti gli operai di Mirafiori, è presente in 12 consigli di amministrazione e presidente della Fiera di Bologna: e questo sarebbe il novello Savonarola?».
 Le sferzate del presidente di Confindustria al mondo politico non provocano reazioni univoche né nella maggioranza né nell’opposizione. Tra i 14 ministri seduti in platea ad ascoltare la relazione pochi vogliono commentare l’invito a tirare la cinghia. Lo fa invece da Bari il vice premier, Massimo D’Alema. E lo fa da Firenze Antonio Di Pietro. «Prendo atto che Montezemolo la pensa come la pensiamo noi sulla necessità di ridurre i costi della politica e, aggiungo io, anche i costi del management del sistema delle imprese», dice il ministro delle Infrastrutture alludendo alle stock options.
 «Tutti dovrebbero guardare in casa propria perché criticare gli altri è sempre più facile», dichiara invece D’Alema pur riconoscendo che il problema dei costi della politica esiste. In Italia però secondo il ministro degli Esteri «quando si parla dei problemi del paese c’è la tendenza di ognuno a criticare gli altri: qualche politico critica gli imprenditori, gli imprenditori se la prendono con i politici, tutti quanti se la prendono con i giornalisti che se la pigliano con tutti», chiosa l’ex presidente della Quercia. Diversa la reazione di Piero Fassino. Per l’ormai ex segretario dei Ds «il partito democratico è una risposta all’estrema parcellizzazione della politica che porta anche a dei maggiori costi», dichiara Fassino invitando a non confondere i costi della burocrazia dello Stato con quelli della poltica.
 E il centrodestra come commenta l’affondo di Montezemolo? In ordine sparso. Per Gianfranco Fini «esistono mille modi per semplificare i costi della politica. In tempi non sospetti avevo chiesto il significato della figura delle province: evitiamo il moltiplicarsi dei consiglieri di amministrazione pur di accontentare i partiti, evitiamo le liste fai da te», dice il leader di Alleanza nazionale ricordando che il Capo dello Stato durante l’ultima crisi ha incontrato persone che «non rappresentavno neanche se stesse».
 Se la prende con D’Alema e Bertinotti Michela Vittoria Brambilla, presidente dei Circoli per la libertà, sulla quale, stando a Giuliano Ferrara, Berlusconi punterebbe per l’eventuale successione. «E’ la loro politica che ha prodotto la crisi», sentenzia Brambilla, annunciando una petizione ai presidente delle Camere per chiedere di ridurre costi e sprechi: «Tagliare si può, anzi si deve». «Raccoglieremo le firme degli italiani e le manderemo a Montecitorio e palazzo Madama», promette la fulgida leader dei circoli della Libertà.
- Maria Berlinguer