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Divina: «Mai preso il doppio stipendio»

 TRENTO. Sergio Divina non ci sta a passare come un politico dal doppio stipendio - quello di parlamentare e di consigliere provinciale - approfittando della burocrazia che dopo le elezioni impiega un po’ di tempo per regolarizzare le posizioni di chi ha assunto nuovi incarichi pubblici. Questa storia della doppia indennità cumulata l’aveva scritta il quotidiano la Repubblica nel giugno scorso, dove il nome del senatore trentino compariva assieme a quello di altri politici che già ricoprivano incarichi pubblici al momento dell’elezione. Non era - quello della doppia indennità - un pericolo campato in aria, visto che già c’erano stati precedenti eccellenti di politici che sui ritardi nel passaggio da una carica all’altra (ma non ritardi nei pagamenti) avevano costruito piccole fortune. Ma Divina si è affrettato a spiegare che non era il caso suo: «Ho subito avvisato il consiglio provinciale della mia situazione, in modo da non sovrapporre i due incarichi» aveva spiegato. E ieri si è presentato in procura con una querela preparata dal suo avvocato difensore, per chiedere il risarcimento per il danno che ritiene di aver subito alla sua immagine. La richiesta è sostanziosa: 150 mila euro, molto più di quanto avrebbe potuto guadagnare approfittando per un po’ di tempo del doppio ruolo di consigliere provinciale e senatore della Repubblica. Sarà il tribunale di Roma - naturalmente - a stabilire se Divina è stato diffamato ed eventualmente a risarcirlo.