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Caffè «al buio» nel bar di palazzo Geremia


 TRENTO. Immaginate di entrare in un locale completamente buio, senza un filo di luce. Di accomodarvi ad un tavolo, ordinare da bere e da mangiare, iniziare a chiacchierare. Rialzarvi, andare a pagare, ancora nella più totale oscurità. Disorienta solo a pensarci. Angosciante al primo impatto per chi ha la fortuna di vedere. E’ la normalità della vita quotidiana, invece, per chi deve fare i conti con la cecità. Ed è per capire meglio la situazione di chi è senza vista che sta per scattare il «Bar al buio».
 L’iniziativa è organizzata dall’Unione Ciechi in collaborazione con il Comune. Dal 19 al 23 giugno, nell’ambito delle Feste Vigiliane, una sala di Palazzo Geremia sarà totalmente oscurata e adibita a bar. Un modo per confrontarsi con la realtà dei ciechi, per capire meglio le loro difficoltà e imparare come poterli aiutare. Ma anche un’iniziativa curiosa e di forte impatto che nasce sull’onda del Dialogo al Buio di due anni fa al Mart di Rovereto e delle Cene al Buio (17 serate con oltre mille partecipanti) di quest’inverno a Cinte Tesino.
 Bar al Buio vuole divertire e sensibilizzare. Far capire che nei rapporti umani la vista serve fino ad un certo punto. Senza luce, non conta l’apparire. Contano i profumi, le sensazioni, l’istinto. E conta anche il contatto fisico: Ray Charles, grande musicista cieco e grande donnaiolo, riusciva a giudicare una donna accarezzandole i polsi e toccandole le cosce.
 L’iniziativa è stata fortemente voluta da Ferdinando Ceccato, presidente della sezione di Trento. «Dopo il successo delle altre iniziative al buio ci è venuta l’idea di questo bar, prendendo spunto da eventi simili in altre regioni. Un modo per avvicinarci ancor più ai giovani, per insegnare come relazionarsi con un cieco. Far capire la nostra realtà e far parlare la gente dei nostri problemi per sentirci sempre più integrati». E sul bar di Palazzo Geremia: «Sarà un bar normalissimo, semplicemente senza luce. Si berrà e mangerà bene, e poi bisognerà pagare». Al buio, ma come? «Certo, al buio. Io mi fido tutte le mattine del barista quando prendo il cappuccino, ora toccherà a voi fidarvi. Solo che voi, una volta alla luce potrete contare il resto, io invece devo continuare a fidarmi». Ride, Ferdinando Ceccato e sottolinea un aspetto che gli sta a cuore: «A Trento non ci sono grandi problemi per i non vedenti, ma una cosa mi pare importante, parlate con i ciechi per capirli sempre di più».
 Alla presentazione dell’iniziativa ieri ha partecipato anche l’assessore comunale alle politiche sociali Violetta Plotegher: «Si tratta di un’esperienza straordinaria - ha detto - che invito la cittadinanza a provare. Senza luce si perdono dei riferimenti, ma si può porre l’attenzione su altri aspetti molto più importanti. E come diceva Antoine de Saint-Exùpery: l’essenziale è invisibile agli occhi». Insomma, tenetevi liberi una sera (apertura dalle 17 alle 24) dal 19 al 23 giugno per un imperdibile appuntamento al buio.
- Jacopo Tomasi

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