mercoledì 17.03.2010 ore 23.32

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Donne trentine nel nome di Mafalda

 TRENTO. Riscoprire la morale etica che dovrebbe essere la base di ogni rapporto sociale è l’obiettivo delle 14 donne fondatrici dell’Associazione Mafalda, costituitasi l’ottobre scorso a Trento, 10 socie effettive e 14 simpatizzanti che negli scorsi due mesi hanno aderito a questa iniziativa che si propone, con una regia rigorosamente femminile, di “promuovere, coordinare e sostenere le iniziative delle donne nel campo culturale, sociale, politico ed artistico”. Mafalda, la bambina dai capelli corvini che odia la minestra ed è in polemica con gli adulti, dà il nome non a caso all’omonima associazione (Mafalda-Associazione Donne Trento è la dicitura integrale), che ha l’obiettivo, proprio come il candido personaggio nato nel 1964 dalla matita del disegnatore argentino Quino, «di ritrovare e riconfermare quei valori della persona che, oggi, sembrano definitivamente persi o quantomeno assopiti».  «Mafalda è una contestataria, un’eroina arrabbiata che rifiuta il mondo così com’è. Sudamericana, appartiene ad un paese denso di contrasti sociali, che tuttavia non chiederebbe di meglio che integrarla e renderla felice, salvo che Mafalda si rifiuta, respingendo ogni avance... vive in una continua dialettica col mondo adulto, che non stima, non rispetta, avversa, umilia e respinge, rivendicando il suo diritto a rimanere una bambina che non vuole gestire un universo adulterato dai genitori... ha le idee confuse in fatto di politica, diffida dello Stato, ma è preoccupata per la presenza dei cinesi. Una sola cosa sa con chiarezza: non è contenta». Così Umberto Eco, nella sua prefazione a “Mafalda la Contestataria” definì questo personaggio che, proprio come le donne dell’associazione trentina, non amano la “minestra”, intesa dall’autore Quino e interpretata dai lettori come una metafora di tutto ciò che è imposto con la violenza o la forza, tutto ciò che è costrizione o è comunque viziato dal compromesso o sfiorato dall’ingiustizia.  Proprio in questa direzione domani si terrà una delle prime iniziative promosse dall’associazione, una conferenza sulla pedofilia (intitolata “Cosa facciamo?”): nella sala Aurora di Palazzo Trentini, alle 18, si esamineranno le tecnologie di comunicazione per conoscere questo grave problema sociale, spesso difficile da affrontare. Interverranno Annamaria Maggio (vicequestore aggiunto della Polizia) e Mauro Berti (vicesovrintendente).  Mafalda al centro anche di una seconda iniziativa: dopo avere girato 15 città italiane (50 mila i visitatori) arriva infatti anche in Trentino la mostra per bambini e ragazzi “In Viaggio con Mafalda”, organizzata dal Touring Junior (l’associazione del Touring Club Italiano riservata ai più piccoli). L’esposizione delle strisce e delle tavole firmate da Quino sarà accompagnata da laboratori didattici riservati ai bambini delle scuole elementari e medie che con gli animatori della cooperativa sociale Progetto 92 si avvicineranno alle tecniche del fumetto e affonderanno i temi cari a Mafalda come la pace, la scuola, gli amici. L’iniziativa verrà presentata martedì alle 10.30 alla Federazione Trentina della Cooperazione.

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