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Bloccate per un’ora statale Rivana e A22

 ROVERETO. I sindacati dei metalmeccanici hanno scelto Rovereto, malgrado tutto ancora il polo industriale del Trentino, per la manifestazione provinciale a sostegno della ormai durissima lotta per il rinnovo del contratto. Scaduto da 13 mesi. Alle 9 si sono radunati all’altezza del Millennium Center, sulla Rivana. Per poi dividersi in due gruppi. Uno ha bloccato la statale. L’altro ha raggiunto il casello di Rovereto Sud ed ha interrotto anche l’Autobrennero.
 Con pacatezza ma anche risoluzione, i blocchi sono stati mantenuti per quasi un’ora. Provocando lunghe code sulla A22 e rallentamenti anche sulla viabilità interna della zona industriale e sulla Destra Adige, diventati vie obbligate (e nettamente insufficienti) per la mobilità in direzione nord e sud attraverso la città e la regione.
 Alla manifestazione hanno preso parte circa 150 operai, assieme all’intera segreteria provinciale della Fiom Cgil, guidata da Milena Demozzi e Paolo Burli. Un solo momento di tensione, quando un gruppo di operai ha tentato di raggiungere anche i binari della ferrovia: all’altezza del Millennium solo una scarpata li separa dalla statale. Sono stati trattenuti e convinti a rinunciare dagli stessi sindacalisti, preoccupati anche per la loro incolumità: in quel tratto i treni arrivano lanciati e la visibilità è solo parziale. Ragionando, si sono convinti a rinunciare.
 Tutti i momenti della manifestazione - coincisa con lo sciopero di tutti i principali stabilimenti metalmeccanici della Vallagarina: Dana, Merloni, Metalsistem, Pama, Dormer - sono stati seguiti con attenzione ma anche massima discrezione della Polizia. Col vicequestore Giansante Tognarelli che per evitare un inasprimento dei toni della protesta (rimasta sempre nei caratteri della civiltà è del rispetto) si è limitato a presenziare. Nessuna contestazione agli artefici dei blocchi stradali nè alcun tentativo di forzarli ad andarsene. Anche la A22, il cui servizio è stato pesantemente interrotto, pare avere accettato senza eccessivi patemi: ad ora per lo meno non sono annunciate iniziative di sorta contro i manifestanti, che peraltro nessuno ha ritenuto di identificare.
 «Una protesta di questa portata - ha commentato la segretaria provinciale Milena Demozzi - non interessava la nostra provincia ormai da decenni. Si è svolta con modalità assolutamente civili. Segnala un disagio radicale che non deve essere sottovalutato». Aggiungendo che oggi si è data la prova della determinazione e intensità della forme di lotta che i metalmecanici sono in grado di sostenere. «Speriamo - ha concluso - che Federmeccanica riveda le proprie posizioni riconoscendo ai lavoratori il ragionevole adeguamento salariale che chiedono. In caso contrario andremo avanti con la mobilitazione, in Trentino come nel resto d’Italia».